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Il Napoli ha violato il protocollo Covid di Serie A? Il procuratore federale indaga

NAPOLI – Ci sono due fronti aperti, con l’allarme sanitario ancora in evoluzione ei primi passi nella battaglia legale, che per il Napoli è appena iniziata. In mattinata Gattuso e i giocatori sono stati sottoposti ad un altro prelievo, il cui esito verrà comunicato martedì (“Non c’è urgenza dei risultati perché il campionato è fermo”, ha dichiarato Vincenzo Mirone, responsabile il consulto medico di Napoli, su Radio Kiss Kiss). Solo le contusioni negative saranno ovviamente autorizzate dalla ASL a lasciare la propria abitazione (dove sono state poste in isolamento) per ricongiungersi al centro sportivo di Castel Volturno, dove dovranno trasferire la propria abitazione per trascorrere le due settimane successive in quarantena ritirarsi. Il club aspetta mentre aspetta le decisioni del giudice sportivo sulla partita non giocata a Torino contro la Juventus e sta predisponendo un verbale difensivo su richiesta della Procura federale, che ha aperto un fascicolo sull’ipotesi di violazione del protocollo sanitario da parte della società di Aurelio De Laurentiis. I fatti dell’ultima settimana sono sotto la lente d’ingrandimento, frenetico e pieno di colpi di scena.

Lunedì 28 settembre È la giornata libera concessa a Napoli dopo il vittoria contro il Genoa al San Paolo e agli Azzurri i giocatori lo trascorrono sereni: chi fa la spesa, chi va al ristorante. Ma in serata lo scenario cambia repentinamente, con la notizia di nuovi casi di positività nella squadra ligure. Suona l’allarme.
Martedì 29 settembre I giocatori del Napoli si presentano a Castel Volturno e, come all’inizio della settimana (da maggio), subiscono il primo prelievo della settimana. Poi vanno in campo ad allenarsi, che viene fatto individualmente per motivi di precauzione.
Mercoledì 30 settembre Arrivano i risultati dei controlli sui giocatori del Napoli e nessuno di loro è positivo, quindi la preparazione settimanale della squadra continua a scivolare via quasi normalmente.

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Giovedì 1 ottobre Il Napoli è preoccupato per l’evoluzione dell’epidemia a Genova e il personale medico ha regolarmente aggiunto ad entrambi un ulteriore tampone infrasettimanale, oltre a quelli previsti dal Protocollo. I giocatori lo eseguono, si allenano a Castel Volturno e tornano a casa.
Venerdì 2 ottobre L’allenamento mattutino procede normalmente ei giocatori stanno tornando a casa. Ma a mezzogiorno la doccia fredda: la notizia del positività di Piotr Zielinski. Il laboratorio Federico II mette in guardia Napoli e Asl, che mette subito in isolamento fiduciario il centrocampista polacco e tutti i suoi contatti diretti, compresi ovviamente i compagni: invitati a restare in casa.

Sabato 3 ottobre E ‘il giorno prima del match contro la Juve e il Napoli aveva programmato i tamponi di routine a Castel Volturno, previsti dal protocollo per il fine settimana. Gli azzurri possono recarsi al centro allenamento e fare il test in macchina in modalità, attraverso i finestrini. Poi se ne vanno a casa, aspettando il risultato. L’allenamento è ovviamente spostato al pomeriggio. Ma sorge il secondo punto positivo: Elijf Diamond. Nessun affinamento per lui, mentre scendono regolarmente in campo i compagni “negativi” e Gattuso. Il tecnico prova il modulo anti-Juve: 4-2-3-1, con Lobotka e Politano al posto degli indisponibili. Stiamo partendo? No, perché l’ASL ferma l’autobus e rimanda in isolamento tutti gli azzurri, nelle loro case. De Laurentiis informa Figc, Lega e giudice sportivo che la squadra non potrà arrivare a Torino per la partita del giorno successivo.
Domenica 4 ottobre La Lega non rinvia la partita ed emerge una scappatoia nell’accordo Asl, in cui non c’è divieto esplicito al Napoli di viaggiare. De Laurentiis ha quindi chiesto i dettagli all’autorità sanitaria locale. Quello che succede subito e questa volta è più chiaro: gli azzurri non possono partire, rischierebbero di contagiare il personale dell’aeroporto, i piloti dell’aereo e, al loro arrivo, i dipendenti dell’hotel. Torino dove avrebbe dovuto restare la squadra. Il gioco non viene giocato.

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Narciso Borroni

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