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Invertire la rotta o sarà peggio a marzo

In Italia si fanno sempre più preoccupanti i dati per l’emergenza coronavirus. Nel bollettino di ieri del ministero della Salute sono stati registrati 10.925 casi (contro i 10.1010 del giorno prima). I tamponi sono stati oltre 165.000, 47 morti rispetto ai 55 del giorno prima. La Regione con i casi più positivi resta la Lombardia, che ha registrato un boom di nuovi contagi (+2 664), seguita da Campania (+1410), Piemonte e Lazio. Di seguito i dati riportati dal Ministero della Salute ed i dati relativi agli incrementi relativi alle ultime 24 ore Regione per Regione:

Lombardia: +2.664 (totale casi 123.794)

Piemonte: +972 (42.867 casi in totale)

Emilia-Romagna: +641 (40333 casi in totale)

Veneto: +774 (35.051 casi in totale)

Lazio: + 994 (23.790 casi in totale)

Campania: + 1.410 (24.443 casi in totale)

Toscana: + 879 (21.896 casi in totale)

Liguria: +464 (17.745 casi in totale)

Sicilia: + 475 (11.744 casi in totale)

Puglia: +350 (11.084 casi in totale)

Voti: +121 (9.254 casi in totale)

PA Trento: + 82 (6797 casi in totale)

Friuli-Venezia Giulia: + 167 (6260 casi in totale)

Abruzzo: +148 (5973 casi in totale)

Sardegna: +130 (5866 casi in totale)

PA Bolzano: +155 (4.648 casi in totale)

Umbria: +205 (4415 casi in totale)

Calabria: +94 (2683 casi in totale)

Valle d’Aosta: +78 (1738 casi in totale)

Basilicata: +57 (1226 casi in totale)

Molise: +65 (929 casi in totale)

In serata, il nuovo dpcm. Il governo impone attività non essenziali, a cominciare dalla vita notturna con limiti sugli orari di apertura di bar e ristoranti. Sono ancora in gioco le attività delle associazioni sportive dilettantistiche, dalle scuole calcio alle palestre, e contemporaneamente si discute del divieto di circolazione dei cittadini. Il 75% del lavoro intelligente è in fase di studio. “Siamo più forti rispetto a marzo ma servono ulteriori misure per evitare che l’Italia raggiunga il livello di altri Paesi”, ha detto il ministro della Salute Speranza durante l’incontro con le regioni, dove il centro di il confronto è stato sui respingenti del caos e sull’arretratezza dei territori. L’idea di fondo, ha spiegato il ministro della Salute, è l’irrigidimento delle misure “con una distinzione fondamentale tra attività essenziali e non essenziali perché è necessario limitare i contagi”

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Narciso Borroni

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