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Le tensioni Brexit piegano la sterlina, a Milano (+ 1,8%) strappano Nexi e Mediaset

Un serviziogiorno di mercato

Wall Street ha chiuso per il Labor Day e gli indici continentali si stanno riprendendo dalla recente debolezza. Bene Nexi in Piazza Affari mentre torna l’ipotesi di fusione con Sia. Sotto i riflettori di Mediaset. Euro / dollaro si è mosso appena, petrolio in calo. Spread fino a 157 punti

di Enrico Miele

(Arcansel – stock.adobe.com)

Wall Street ha chiuso per il Labor Day e gli indici continentali si stanno riprendendo dalla recente debolezza. Bene Nexi in Piazza Affari mentre torna l’ipotesi di fusione con Sia. Sotto i riflettori di Mediaset. Euro / dollaro si è mosso appena, petrolio in calo. Spread fino a 157 punti

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Le tensioni sulla Brexit stanno piegando la sterlina, dando una spinta alla Borsa di Londra e non danneggiando gli altri Listini prezzi europei. In una sessione con scambi ridotti a causa della chiusura di Wall Street, dove si celebra il Labor Day, gli investitori si sono concentrati sulle speranze di uno sviluppo del vaccino Covid già in autunno, poiché non sembrano ancora intimiditi dalla possibile rottura tra Londra e Bruxelles (con il governo Johnson che vorrebbe far passare una legge per modificare i compromessi raggiunti sull’Irlanda del Nord). Crescono anche le aspettative per la riunione della Bce prevista per giovedì prossimo alla luce dei dati macroeconomici che fotografano una lenta ripresa. In questo contesto, Piazza Affari è tonica e ferma dell’1,8%, con lo spread in leggero rialzo a 156 punti.

In piazza Affari fanno a pezzi Nexi e Mediaset

Protagonista della giornata sul Ftse Mib è Nexi (+ 7%) mentre il mercato torna a scommettere sull’ipotesi di fusione con Sia e il primo Racconto del Forum di Cernobbio questo fine settimana ha spiegato che il calo la tassa in Italia passa per un aumento dei pagamenti digitali. Gli acquisti hanno premiato Atlantia (+ 4%) con le trattative Benetton-Cdp su Autostrade ormai in fase finale. Il calo dei prezzi del petrolio di Saudi Aramco ha depresso i prezzi del petrolio, trascinando al ribasso Saipem (-0,67%) e Tenaris (-0,62%). Fuori dai listini, uno sprint per Mediaset (+ 9,3%) promosso dagli analisti di Barclays in attesa di notizie sul consolidamento dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea (che si è pronunciata a favore di Vivendi) e il suo possibile ruolo nel gioco della rete a fibra ottica singola.

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Finecobank positivo grazie a depositi sopra le stime

Tornando ai titoli del Ftse Mib, Nexi ha approfittato delle indiscrezioni segnalate sabato da allora Sole 24 Ore, secondo la quale riprenderebbero le trattative tra CDP e fondi di private equity Bain Capital, Advent e Clessidra per la fusione tra la società e Sia. “Se la transazione fosse confermata, sarebbe strategicamente positiva per Nexi in quanto migliorerebbe il suo posizionamento nella catena del valore e aumenterebbe la diversificazione dei clienti per tipologia e geografia”, commentano gli analisti di Equita, stimando “l’incremento dell’utile per azione nel 2023 da Nexi del 9% “. Bene anche Finecobank (+ 3,6%) grazie a dati migliori delle attese sulla raccolta netta di agosto.

Andamento del mercato azionario FTSE Eb

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Down Tenaris, perforazioni ancora deboli in agosto

Debole invece Tenaris a fine seduta (-0,6%), che ha risentito del calo del greggio, ma anche dei dati diffusi venerdì da Baker Hughes sul numero di esercitazioni attive a livello internazionale. , rimasta su livelli bassi in agosto. “I dati mostrano segnali di stabilizzazione del numero di pozzi attivi ma su livelli molto bassi”, conferma Equita, sottolineando che nel breve periodo per l’azienda “la visibilità sui volumi e sui prezzi dei tubi Octg resta bassa, anche per la forte esposizione in Nord e Sud America, che rappresentano circa il 60% del fatturato del gruppo, aree maggiormente colpite dalla riduzione degli investimenti da parte delle compagnie petrolifere, l’impatto della pandemia, crollo delle attività di perforazione in Argentina e delle grandi scorte negli Stati Uniti, pari a circa 15 mesi, che impatta sulla domanda “.

Il petrolio era basso, diffuso fino a 156 punti

Sul mercato dei cambi, Euro dollaro si è spostato leggermente a 1,1829 da 1,1806 alla chiusura di venerdì. La moneta unica vale anche 125,68 yen (contro 125,79), mentre il rapporto dollaro / yen è a 106,25 (106,24). Il prezzo di Olio: I future sul WTI di ottobre scendono dell’1,46% a 39,19 $ al barile, mentre la consegna di novembre sul Brent scivola dell’1,27% a 42,12 $.

Narciso Borroni

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