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Omicidio Willy Monteiro a Colleferro: vita notturna e arti marziali, questi bambini cresciuti con il culto della violenza

Ora tutti si chiedono questo acronimo: Mixed Martial Arts, Mma. Un mix di boxe e arti marziali che renderebbe invincibili i suoi fan. Qui, Marco e Gabriele Bianchi, arrestati peromicidio (intenzionale) di Willy Monteiro Duarte, sono seguaci di questo sport senza troppi vincoli, dove l’obiettivo di tramortire prevale sugli altri, concorrenza compresa. La morte di Willy, dicono ora in questa città di 22.000 anime a sud di Roma, è avvenuta per mano di delinquenti professionisti. I ragazzi si sono dissolti con il culto della violenza e il credo dell’odio. Ragazzi con una storia di traffico di droga e feriti. Nessuna spiegazione, nessun motivo per difendere il suo punto di vista: dopo ore di interrogatorio, i bianchi, quando chiediamo loro perché? preferivano il silenzio.

Spedizione punitiva

È chiaro, già nelle prime fasi delle indagini, che gli altri arrestati cercheranno di spacciarsi per seguaci di una spedizione guidata dai Bianchi. Ieri il difensore di Francesco Belleggia, l’avvocato Vito Perugini, ha sottolineato che in questo caso ci sono diverse sfumature di responsabilità. Così Belleggia, un geometra in attesa di un lavoro, un ragazzo di buona famiglia della zona, cerca di ammorbidire la sua posizione. Poi c’è il quarto ragazzo, Mario Pincarelli, più isolato del pestaggio e addirittura un quinto, semplicemente arrestato, che avrebbe agito come autista della spedizione contro Willy e che ora potrebbe dover rispondere per l’aiuto. e incoraggiato a uccidere.

Mossa

Ma in questo racconto di serate in bermuda, anche nel centro storico di una città, l’aggravante razziale è ancora da valutare. Gli inquirenti non avrebbero trovato elementi per contestarlo ma l’indagine è ancora aperta e non è escluso che abbiano agito anche su tale impulso. Intanto c’è chi, tra gli abitanti del luogo attorno al quale è avvenuto tutto, preferisce denunciare in modo anonimo: sapevamo – racconta un abitante che preferisce non dare il proprio nome – che prima o poi i morti sarebbero stati sfuggito. Abbiamo paura e non per un giorno di queste persone che si fermano tardi fino all’alba e vendono guadagnare soldi.

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Arti marziali

Le Colleferro Nights, dicono qui, appartengono a ragazzi come i bianchi, la boxe estrema, le arti marziali e alcuni additivi come alcol o droghe. Nel parterre dove morì Willy, ci sono ancora tracce di vomito di sabato sera. Qualcuno ha usato dei tovaglioli di carta e poi li ha lasciati sul pavimento per coprire i resti. Intorno, tra viale Bruno Buozzi e largo Santa Caterina, ci sono tracce di una movimentata vita notturna. Un concentrato di stanze e un parcheggio lungo il quale sostare a proprio piacimento.

Crepe

Il sindaco Pierluigi Sanna giura che Colleferro è un tranquillo paese di operai e operai in genere in cui al massimo sono stati rubati insulti durante le partite. Insomma, niente di cui preoccuparsi davvero. Ma i locali la pensano diversamente e raccontano i dettagli delle notti insonni, con le famiglie tenute in ostaggio in risse e manifestazioni. Anche durante il periodo di Covid non c’era una regolamentazione del fenomeno, dicono. Questa volta c’è un uomo morto: Willy Monteiro Duarte, la prima vittima della movida di Colleferrina. Tra gli inquirenti c’è chi fa notare che i crimini inspiegabili sono i più complicati da metabolizzare. Una comunità, dicono, ha bisogno di una spiegazione, ma in questo caso sembra che non ce ne siano. Tutto ruota attorno a futili motivi come il sindaco ha cercato di raccontare a Lucia Monteiro Duarte, la madre di Willy. Apparentemente lo guardò in silenzio e poi, alzandosi, barcollò. Insicuro, stupito, torturato.

6 settembre 2020 (modifica il 7 settembre 2020 | 00:33)

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Narciso Borroni

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