• Tommaso Lombardi

Gli applausi a Belotti, l’emozione di accogliere un avversario avvolto dal mito, l’ovazione per Arme


L’ arrivo nel Sannio del Torino, partiamo dal dire questo, suscita in un appassionato di calcio sicuramente delle emozioni particolari: un club storico, blasonato, ma soprattutto avvolto da un alone quasi mitico, per quella squadra leggendaria, il “Grande Torino”, di cui tutti, anche noi più giovani, conosciamo le imprese sul campo e poi il tragico epilogo: un club per cui non possiamo non nutrire rispetto ed ammirazione. Una squadra, quella di oggi, che si presenta a Benevento con rinnovate ambizioni di alta classifica: ma noi dobbiamo iniziare a fare punti, le prime due prestazioni sono state buone nonostante le sconfitte, la conclusione del mercato è stata soddisfacente, insomma c’è nell’ aria una certa attesa e fiducia per questa partita. E’ con tali sensazioni che mi dirigo anch’io al “Vigorito” in questa grigia giornata settembrina: l’ afflusso del pubblico è costante e regolare, stavolta non sembrano esserci particolari intoppi, il servizio navette, criticato all’inizio, si rivela efficiente…l’impressione è che la gente si stia calando nella nuova dimensione della Serie A, imparando ad avviarsi allo stadio con largo anticipo, oggi forse anche stimolata dal previsto peggioramento delle condizioni meteo proprio a ridosso del fischio d’inizio, situazione che creerebbe inevitabili disagi agli ingressi. Entro in curva nel momento in cui il “gallo” Belotti, sicuramente l’elemento di spicco di questo Toro ed uno dei protagonisti più attesi, assaggia il terreno di gioco, accompagnato dagli applausi dei tifosi sanniti, prontamente ricambiati dal giocatore: un bel gesto sicuramente, di quelli che riconciliano con questo sport. Ma il momento più divertente del pre-partita si ha quando il neoacquisto del Benevento Armenteros va sotto i distinti e raccoglie, in modo del tutto spontaneo, un’ autentica ovazione: il giocatore, con il suo nome e i suoi tratti esotici che stuzzicano la fantasia, è già un beniamino della torcida giallorossa…prima ancora di vederlo all’opera in campo! In curva Nord nel frattempo sono arrivati i quasi 600 tifosi del Torino attesi: al riguardo c’è da dire subito che fa un certo effetto, per chi era abituato ai campi e alle tifoserie della terza e quarta serie (degne comunque del massimo rispetto) vedere campeggiare nel nostro stadio lo striscione granata “Ultras”,con al centro un rude teschio, uno striscione intriso di storia, con oltre 40 anni di attività. Siamo in presenza insomma di coloro che possono legittimamente definirsi dei pionieri del movimento ultras italiano, e sono soprattutto loro, quelli giunti dal capoluogo piemontese, che guidano il tifo; gli altri sono in prevalenza club, disseminati un po’ ovunque al centro-sud Italia, che hanno approfittato della trasferta nel Sannio per seguire la squadra: riesco a leggere club granata di Teramo, di Capri, di Francavilla Fontana, dalla Sicilia…compreso il Toro Club “Pedro Mariani” di Benevento, che in precedenza ha organizzato in città una mostra in memoria del “Grande Torino”. Saranno sempre loro, gli “Ultras”, gli unici a restare indomiti nell’anello superiore del settore, sotto il nubifragio, mentre tutti gli altri si ripareranno nell’ anello inferiore, per poi tornare su a pioggia cessata. Ed eccolo infatti il tanto atteso nubifragio previsto sul Sannio proprio in concomitanza con l’ inizio della partita: forte,intenso, che fa temere addirittura per lo svolgimento del match, portando ad un rinvio del calcio d’inizio di 5 minuti, ma che poi calerà nettamente fino a placarsi. Tra scrosci violenti d’acqua misti a folate di vento, la Curva Sud e il Primo Anello ricordano con cori e striscioni Giulio de Nigro, storico capo-ultras scomparso tragicamente i giorni scorsi, mentre il capitano della squadra Lucioni rende omaggio depositando un mazzo di fiori sotto la curva. Poi la partita ha inizio…l’andamento beh lo conoscete, il Benevento gioca bene, l’impegno c’è, manca la finalizzazione ed alcuni nuovi acquisti devono affinare l’intesa ma il pubblico apprezza e sostiene convinto. Quando tutto sembra avviarsi verso lo 0-0, che darebbe finalmente alla Strega il suo primo, meritatissimo punto, arriva la doccia gelata (e in una giornata già così climaticamente pessima, non ne avevamo di certo bisogno…) con il gol improvviso di Iago Falque al 93’: un’ altra beffa allo scadere, dopo il gol annullato dalla Var contro il Bologna, ci condanna alla terza sconfitta consecutiva, a dimostrazione che la Serie A è questa e non ammette la minima disattenzione. La squadra esce anche questa volta, comunque, tra gli applausi: che era dura si sapeva, è inutile fare drammi e guardare la classifica e soprattutto il calendario terribile che si presenta adesso, non resta che compattarci ancor di più intorno a questi ragazzi ed avere fiducia, perché le prestazioni ci sono e i risultati prima o poi arriveranno; noi tifosi facciamo i tifosi e pensiamo alla prossima…all’orizzonte si intravede già il San Paolo. Buona settimana e sempre Forza Strega!

Tommaso Lombardi


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