• Michele Mandato

Vedi Napoli e poi…crolli!


Vedi Napoli e poi…crolli!

Diciamoci la verità, che la partita del Benevento al San Paolo contro il Napoli sarebbe stata da “bollino rosso” era un qualcosa che chi ha a cuore le sorti dei giallorossi aveva messo già ampiamente in preventivo.

Quello che non torna nell’ immaginario della tifoseria però è sia il punteggio (6 gol sono duri da mandare giù) ma soprattutto la modalità di come è maturata questa sconfitta.

Primo gol preso dopo appena due minuti, difficoltà ad imbastire una sia pur minima azione d’ attacco (Reina ha fatto praticamente da spettatore) e partita già ampiamente archiviata nei primi 45 minuti.

Se vogliamo allora provare a ricercare le cause di questa débacle, dobbiamo sicuramente riavvolgere il nastro e mettere a fuoco quel che è successo in settimana.

Va detto allora che alle difficoltà intrinseche della gara si è aggiunta una buona dose di “sfortuna”, rappresentata dalla messe di infortuni, per giunta di giocatori che fin da subito sono stati importantissimi per il gioco della formazione di Baroni.

A metà settimana in effetti da Paduli sono arrivate pessime notizie sulle condizioni fisiche di alcuni calciatori con gli infortuni di Ciciretti, D’ Alessandro, Djimsiti e Iemmello che si sono aggiunti a quello già noto di Costa (ce ne sarà anche un altro, piuttosto grave, di Antei durante la gara).

Tutto questo carico ulteriore di difficoltà ha reso quindi definitivamente proibitiva la trasferta di Napoli.

Di tutto ciò ne ha dovuto suo malgrado prendere atto certamente anche mister Baroni che, sia pur inconsciamente, avrà in cuor suo data già per decisamente compromessa la contesa, scegliendo così di dare anche un turno di riposo al centrocampo titolare (Memushaj e Cataldi infatti si sono accomodati in panchina).

Qualcuno, simpaticamente, nei giorni precedenti alla gara aveva scomodato persino San Gennaro, ricordandogli i suoi presunti natali beneventani.

Non vorrei sembrare blasfemo, ma anche per voler sdrammatizzare, si potrebbe dire che a tutti è apparso subito chiaro da che parte stava il Santo.

Dato che ormai mi sono impelagato in questa disquisizione tra il mistico e il profano dico anche che, come fa il sangue del nostro liquefacendosi tre volte all’anno, così ha fatto la squadra giallorossa al cospetto comunque di un grande Napoli, non essendoci stata proprio gara fin dal fischio di inizio.

Proprio questo aspetto però, in vista della partita ravvicinata di mercoledì contro la Roma potrebbe venire in soccorso delle energie psicofisiche dei calciatori sanniti.

In effetti è come se il Benevento si fosse concesso un turno di riposo in campionato. La speranza è che sia riuscito a ricaricare le batterie per poi dare tutto nella sfida contro la squadra capitolina, non risentendo di tutte le frustrazioni della partita contro gli azzurri.

In una gara così difficile da inquadrare proviamo ugualmente a cercare di evidenziare qualcosa.

La compagine del Presidente Vigorito andrebbe sicuramente bocciata in toto ma, siccome abbiamo detto che tra infortuni, turnover e forza dell’ avversario il Benevento non è proprio entrato in campo, bocciamo allora, e alla grande, soprattutto la Questura di Napoli che non ha permesso alla tifoseria della strega (con motivazioni agli occhi dei più, apparse futili) di affluire in numero decisamente maggiore al San Paolo negando una cornice del match ancora più avvincente se possibile.

Tra le cose rivedibili da “rimandare” quindi alle prossime gare, mettiamo due cose: 1) l’attaccante svedese di origini cubane Armenteros, che finalmente abbiamo visto all’ opera ma che in un contesto del genere è riuscito solo a far intravedere il suo reale potenziale, che di conseguenza è ancora tutto da scoprire; 2) il centrocampo a tre che è andato in scena solo dalla metà del secondo tempo (quando Cataldi ha preso il posto di Armenteros) in una partita che ormai non aveva più niente da dire. Chissà che Baroni, complice anche gli infortuni, non vi ricorra da subito già mercoledì contro la Roma.

E adesso, in conclusione, viene il difficile.

Bisognerebbe assolutamente trovare, nel grigiore di ieri, qualcuno o qualcosa da promuovere.

Impresa quasi impossibile.

Come sempre comunque ci proviamo.

E allora, a costo di sembrare ripetitivi, promozione piena alla tifoseria (di entrambe le squadre in verità) che sugli spalti hanno dato vita ad un derby all’ insegna della correttezza e del fair-play.

Ai tifosi della strega però va assolutamente riconosciuta, come ulteriore nota di merito la “Pazienza” che ci stanno mettendo in attesa che arrivino i primi punti e che, si spera, metteranno ancora anche in futuro ( l’invito va rivolto anche alla società con Baroni).

In un campionato, questo di serie A, che si presenta già da ora complicatissimo.


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