• Michele Mandato

La teoria del piano inclinato…applicata al momento della Strega!


Qualche anno fa, 17 per la precisione, nelle migliori sale cinematografiche italiane ebbe molto successo un divertente film del famoso trio comico Aldo Giovanni e Giacomo. Molti di voi sicuramente lo avranno visto. La pellicola si chiamava “Chiedimi se sono felice”.

Ok! capisco che in questo momento vi starete chiedendo (o anche no) che ci “azzecca” con una rubrica come questa, che di solito parla, o almeno ci prova, di cose calcistiche della strega…

Beh! Intanto già il titolo del film potrebbe dare il “la” ad alcune variegate nonché pertinenti considerazioni!

In ogni caso, come diceva anche il buon Aldo nel film…”avete presente la teoria del piano inclinato? no? ve la spiego… Se prendi una pallina e la metti in cima ad un piano inclinato, la pallina inizia a scendere, e per quanto impercettibile sia la sua inclinazione, comincia a correre e correre sempre più veloce…fermarla?…è impossibile!”

Mai teoria di fisica, secondo me, può essere applicata in modo più calzante ad una squadra di calcio come l’attuale Benevento.

Mi spiego: la squadra, come la pallina, è al momento in caduta libera purtroppo, ma la situazione è iniziata a precipitare, in modo molto graduale, quasi impalpabile.

Si è iniziato con la campagna di rafforzamento, portata avanti dalla società, faticosamente, tra lunghe trattative e rifiuti dell’ultima ora, con acquisti effettuati solo nell’ ultimo giorno utile, con molti calciatori arrivati privi di preparazione o peggio ancora mezzi acciaccati. Il tutto per giunta a campionato già iniziato incidendo non poco sul rendimento della compagine giallorossa anche in termini di punti.

E qui è sicuramente meglio soffermarsi un attimo, in quanto argomento spesso ricorrente sia su questa pagina che sui social in generale.

Nessuno minimamente lucido, sia chiaro, ha mai preteso dalla società del Presidente Vigorito, al quale, a scanso di equivoci, va fatto l’ ennesimo plauso per il capolavoro portato a termine negli ultimi anni, di condurre una campagna acquisti faraonica con spese che una società piccola o medio- piccola (come preferite) per la prima volta in A non può e non deve fare.

C’è stata però innegabilmente una certa approssimazione, sicuramente dovuta all’inesperienza di tutti, che ha portato all’allestimento di una squadra con una rosa che, per la massima serie, al momento appare sinceramente inadeguata.

Poi però ci si è messa di mezzo anche la sfortuna! Perdonatemi ma non trovo altro termine per esplicitare una serie di circostanze negative che hanno costellato il cammino della compagine sannita.

Prime partite, Sampdoria a Marassi, Bologna e Torino al Vigorito, contraddistinte da ottime prestazioni, nonostante una rosa risicata prima e arrivi dell’ultim’ ora poi, ottime performance che però non hanno portato punti (disattenzioni a Genova dopo il bel gol di Ciciretti, Var e gol subito all’ ultimo soffio di gara nelle successive partite).

Ovviamente non è finita qui, ma mi raccomando, non vi dimenticate della teoria del piano inclinato con la nostra pallina che accelera sempre più e ci porta alla vigilia del derby di Napoli, in cui si materializzano una serie di concomitanti infortuni che tutti insieme si vedono talmente di rado come solo un raro allineamento planetario.

È inutile fare il lungo elenco dei giocatori in questione perché lo conosciamo tutti.

Assenze che hanno costretto mister Baroni a giocarsi gare di per sé già complicatissime contro Napoli e Roma in totale emergenza.

Conseguenza di questo big ben venutosi a creare è stato che la squadra non solo ha perso contro le due corazzate (incassando per di più 10 gol e facendone 0), principali avversarie della Juventus per la corsa allo scudetto, ma ha perso soprattutto quel minimo di certezze e di meccanismi faticosamente appresi e messi in essere nelle prime tre gare.

Ed eccoci infine alla vigilia della importante partita di Crotone. È qui che la teoria di cui sopra viene definitivamente confermata, la pallina è ormai fuori controllo, e anche capitan Lucioni viene travolto in pieno, risultando positivo al controllo antidoping dopo la partita contro il Torino, con conseguente sospensione in via cautelare risultando anch’ egli tra gli indisponibili in terra calabra.

Squadra giallorossa quindi che già in condizioni psico-fisiche pessime perde anche il suo condottiero di tante battaglie.

Risultato, ma questa è cronaca di ieri, ennesima sconfitta (2 a 0 il risultato finale, con anche un rigore sbagliato) e squadra con autostima ormai sotto i tacchi, da rianimare sotto ogni profilo. Il cerchio quindi sembra irrimediabilmente chiuso.

Ma per fortuna il calcio tutto è fuorché una scienza esatta e non sottostà a nessuna legge o teorema di sorta.

E allora, in questo caso, non ci resta altro che sperare in una inversione di tendenza, recuperando come prima cosa e al più presto tutti i calciatori infortunati e secondariamente auspicarsi che, finalmente, la dea bendata dia una mano ai nostri colori, palesandosi con qualche episodio fortunato che potrebbe sbloccare la squadra e far ripartire in modo certamente positivo il campionato della strega.

Ieri a Crotone in ogni caso c’è sicuramente da Promuovere il giovane Gravillon che ha esordito in una partita così complicata ed importante senza paure o timori reverenziali di sorta, disputando in generale un’ ottima gara.

Da Bocciare senza appello, e fino a prova contraria, lo staff sanitario del Benevento calcio, sia per la vicenda Lucioni (a proposito oggi è il compleanno…”Tanti Auguri Capitano”) se veramente è andata come sembra, sia per i numerosi infortuni che, se è normale che possano accadere in tutte le squadre, è anche vero che nella compagine di Baroni sembra proprio abbiano irrimediabilmente tempi di recupero lunghissimi.

Rimandiamo infine al non meglio precisato mittente (ma prima o poi lo scopriremo) la malasorte che come detto ci ha tartassato fino ad ora in questo inizio di campionato!

Come pensiero finale non vedo frase migliore di quella del celebre “Maestro” Eduardo De Filippo…

ADDA PASSA’ A NUTTATA!


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