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Sagna: «Colpito da Vigorito e dai tifosi. Salvezza difficile ma ci proviamo. De Zerbi? Un piccolo Gu


Bacary Sagna ha rilasciato un’intervista al giornalista Gianluca Monti uscita quest’oggi sulle colonne de “La Gazzetta dello Sport“, in cui parla delle sue prime settimane da giocatore del Benevento e svela curiosi particolari. Ne riportiamo una parte (l’intervista integrale disponibile solo sul quotidiano cartaceo in edicola):

Sagna, quale è stata la prima cosa che ha fatto quando le è stata prospettata l’ipotesi Benevento?

«Sapevo delle difficoltà che stava affrontando in classifica perché avevo visto il video del gol del portiere Brignoli al Milan ed ero rimasto incuriosito da quella storia e stupito dall’esultanza di quella tifoseria. Così, quando il mio agente mi ha detto che c’era questa possibilità, ho deciso di andare a parlare di persona con il presidente Vigorito».

Scherzando, quest’ultimo ha detto che è riuscito a convincerla perché lei era ubriaco. Come ha fatto realmente?

«Appena mi ha spiegato il suo progetto, ho avuto chiara la percezione che dovevo solo rimettermi a posto fisicamente e dare una mano al Benevento. Non è facile incontrare gente così oggi nel calcio, lui parla della squadra come se fosse una figlia».

Da lontano, che idea si è fatto dei nerazzurri?

«Non sono quelli del Triplete, ma stanno tornando grandi. Questo però non ci deve importare perché noi vogliamo provare a compiere un’impresa, ce lo impone la classifica».

A proposito di allenatori, lei ha avuto una lunga militanza con Wenger e poi è stato alle dipendenze di Guardiola: quanto si somigliano e in cosa sono diversi?

«Per me sono molto diversi, tatticamente Guardiola lavora di più rispetto a Wenger. Mi piacevano tantissimo gli allenamenti di Pep, da lui ho imparato molto: sembrava di giocare a scacchi perché ogni mossa era calcolata. Per Wenger era molto importante invece l’aspetto tecnico, fa tante partitelle a un tocco per cercare di affinare i fondamentali: in questo è un maestro».

De Zerbi a chi somiglia?

«È un piccolo Guardiola perché cura tutti i dettagli e vuole sempre che giochiamo la palla e che ci muoviamo insieme. Tiene moltissimo a questo aspetto».

Il Benevento, invece, può ancora credere nella salvezza?

«Io sono qui per questo, il problema è la classifica ma c’è gente di qualità e di carattere. Sì, possiamo salvarci».

(Fonte: La Gazzetta dello Sport)


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