• Michele Mandato

In perfetta…malafede!


È toccato a Gianluca Manganiello della sezione di Pinerolo il compito di decretare, nel peggiore dei modi, la retrocessione (?) del Benevento in serie B (ormai c’è da attendere solo la matematica), togliendo di fatto alla formazione di De Zerbi la possibilità di giocarsela fino al termine. Peccato perché la piazza sannita, la squadra e la tifoseria avevano dimostrato ampiamente di meritare questa chance. Che la Strega abbia condotto un campionato non all’altezza della massima serie è cosa nota, ciò non autorizza però l’accanimento del “palazzo” ad affossare ulteriormente una squadra che, nonostante le mille traversie, sta provando ad onorare comunque il torneo (cosa che non si vede sempre in altre squadre per la verità, e che invece andrebbe apprezzata). Ieri comunque è stato semplicemente l’ultimo episodio di un corollario che ha visto la Strega spesso legata a situazioni diciamo, usando un eufemismo, non fortunate. Intendiamoci, ovviamente il Benevento non è in questa situazione solo per le dubbie decisioni di un buon manipolo di arbitri, ma di sicuro nell’intero arco del campionato non ha avuto giustizia dalle scelte di quest’ultimi e dall’uso cervellotico del Var. Basti ricordare gare come quelle contro l’Inter, sia all’andata (gol annullato risultato poi regolare di Iemmello senza aspettare la fine dell’azione e consultare il Var) che al ritorno, con rigore solare non concesso sullo 0-0 ai danni di Cataldi (anche qui incredibilmente senza consultare lo strumento elettronico), il tutto condito dai fallacci di Gagliardini a destra e a manca mai minimamente sanzionati; passando per le difformità di giudizio in casi similari al rigore di ieri, come a Firenze (rigore non dato al Benevento), e a Roma (concesso invece ai capitolini nel quinto gol), e poi ancora a Torino contro il Toro e a Benevento con il Napoli, con il rigore non concesso ai giallorossi che avrebbe potuto riaprire la gara andando a spulciare un fuorigioco millimetrico nell’arco dell’azione. E ci fermiamo qua, ma potremmo proseguire. Nella gara contro il Cagliari, episodio finale del rigore dato a tempo scaduto a parte, era evidente la difformità di giudizio specialmente nei minuti finali nell’assegnazione delle punizioni e dei cartellini gialli, con una evidente (e apparsa ai più scientifica) voluta mancata espulsione del rossoblu Castan per un netto fallo intorno alla mezz’ora della ripresa, con il Benevento che sarebbe risultato così in vantaggio di un uomo e di un gol cambiando molto probabilmente l’esito finale della gara. Possiamo dire, se ci permettete una battuta molto vicina però alla realtà, che con un Cagliari praticamente mai pericoloso e in evidente affanno chi non ha mollato è stato proprio il direttore di gara, che ha tenuto a galla gli isolani fino agli episodi decisivi nel recupero. Adesso alla squadra del presidente Vigorito non rimane altro che accompagnare questo suo “canto del cigno” con prestazioni dignitose, come per altro già sta facendo.

Adesso diamo un’occhiata alle prestazioni dei singoli, secondo i nostri personali giudizi, nella gara di ieri del “Ciro Vigorito”.

Puggioni 6

Come gli è praticamente sempre capitato da quando è a Benevento ha preso gol senza avere delle responsabilità specifiche, risultando per tutta la gara praticamente inoperoso. Qualche buona uscita su qualche calcio piazzato. Ci è mancato poco sventasse il penalty calciato da Barella.

Sagna 6

Discreto primo tempo del calciatore francese che ha provato sempre a dare ordine alla retroguardia giallorossa, sbrogliando anche alcune situazione pericolosa nella propria area. È dovuto uscire ad inizio ripresa per un affaticamento muscolare che lo aveva colpito anche in settimana.

dal 46′ Venuti 5,5

Ha spinto con pericolosità creando i presupposti per il raddoppio con un paio di cross in area avversaria, ma da lui con la squadra già in vantaggio ci si aspettava soprattutto copertura, che invece è arrivata ad intermittenza. In effetti quel poco di pericoloso fatto dal Cagliari è arrivato dalla sua zona di competenza, senza contare che a quanto visto era lui che ha provato a contrastare, con scarsi risultati, Pavoletti al momento del gol.

Djimsiti 6,5

Le prestazioni del corazziere albanese si sono standardizzate su ottimi livelli. Praticamente rende inoffensivo l’attacco cagliaritano per tutto l’arco della gara. Tralascio di giudicare cosa succede sui calci piazzati e perché l’attaccante avversario più pericoloso (Pavoletti) ha la libertà di inzuccare nell’area piccola. Scusate ma mi sono arreso.

Tosca 6,5

Anche per il nuovo innesto di gennaio una buona gara, attenta e puntigliosa. Stessa considerazione però sui calci da fermo subiti fatta in precedenza, che ovviamente coinvolge l’intera formazione ma che mi limito ad evidenziare per i centrali difensivi ma che prometto non farò più.

Letizia 6+

Anche il laterale di fascia fa il suo, spingendo soprattutto nel primo tempo, e contenendo bene nella seconda parte quando c’era da difendere il risultato.

Sandro 7

Abbiamo già detto tutto sulle sue eccezionali qualità tecniche nonché fisiche, peccato per il fallo di mano in scivolata sul rigore che poteva tranquillamente essere valutato involontario ma ormai la beffa era già servita, e il pareggio sarebbe servito a poco. In ogni caso parliamo di un giocatore imprescindibile.

Viola 6,5

Buona gara anche del centrocampista calabrese, che dà filtro ed ordine alla manovra, fornisce anche una palla d’oro a Coda non capitalizzata nel migliore dei modi purtroppo dall’attaccante cavese.

Djuricic 6,5

Le giocate di qualità non gli mancano di certo, cosa che fa con frequenza nella prima parte di gara, si spegne con l’avanzare della partita fino alla sostituzione.

dal 74′ Billong 5,5

Messo in campo da De Zerbi nel finale per aumentare peso specifico e altezza della difesa, non è sembrato, alla luce soprattutto di quanto accaduto nell’azione del pareggio, aver svolto al meglio il suo compito.

dal 64′ Brignola 7,5

Un palo, un gran gol, coperture sempre puntuali e ottima distribuzione della palla, migliora di partita in partita, ormai una realtà. Uscito lui dopo l’infortunio che gli è costato anche un’ammonizione si è spenta la luce.

Cataldi 5

Si fa ammonire subito non appena mette piede in campo, ha sui piedi una palla che merita di essere sfruttata meglio mentre andava verso la porta avversaria e che invece gli rimane impantanata fra i piedi, e poi raramente riesce ad essere preciso negli appoggi durante il concitato finale. Sarà un caso ma con lui in campo la Strega non ha mai vinto.

Guilherme 6

Meglio rispetto a Firenze, e non poteva essere altrimenti, ma non è ancora tornato l’imprevedibile attaccante ammirato fino a qualche settimana fa. Alcune belle giocate nei primi 45 minuti e quasi niente nella ripresa.

Coda 5,5

Ci mette sempre impegno e lotta nelle battaglie contro le difese avversarie, ma ormai un suo gol manca da troppo tempo. In più di un’occasione ieri ha avuto sui piedi il colpo del k.o ma non lo ha sferrato.

De Zerbi 6,5

Ha fatto tutto quello che doveva fare, dovendo far fronte anche agli infortuni pesanti di Sagna e soprattutto Brignola a gara in corso, non ha avuto purtroppo le risposte sperate da chi è subentrato. A fine gara ha giustamente e direi finalmente messo l’accento sulle malefatte arbitrali.

(Foto: Benevento Calcio)


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