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Ascoli, una potenziale principessa che si atteggia a Cenerentola


Decifrando la rosa dell'Ascoli la si scopre folta, qualitativa e ben calibrata. Vedendo giocare la squadra l'impressione che si ricava è positiva ed appare evidente che il potenziale è ancora in buona parte inespresso.

Il tecnico Vincenzo Vivarini, oramai esperto nocchiero, si è convertito al 4-3-1-2 dopo aver iniziato il torneo con un meno complesso 3-5-2. Con la rosa a disposizione del resto può consentirsi innumerevoli variazioni sul tema, adattandosi all'avversario di turno, conservando tuttavia il fondamentale equilibrio tra i reparti.

Tra i pali Perucchini ha scalzato Lanni. Le qualità dell'ex Benevento sono risapute: portiere di scuola europea, pochi fronzoli, buon piazzamento e doti fisiche. Una garanzia.

Difesa a 4, in linea. Due centrali bloccati, ben messi fisicamente ai quali non si chiede l'onere dell'impostazione della manovra. Il gigante Brosco, l'argentino Valentini, l'ex Padella ed il giovane Quaranta si contendono le due maglie da titolari. Con i primi due in vantaggio per aver appena disinnescato l'attacco del Verona. Ai lati della difesa, mentalizzati più alla copertura che alla spinta, come le caratteristiche individuali evidenzierebbero ed il passato modulo prevedeva, a destra l'ex avellinese Laverone o il polacco Kupisz, a sinistra con ogni probabilità D'Elia.

Centrocampo a 3. Imprescindibile da quando varato, il nuovo modulo prevede la regia dello stagionato Troiano, piede - il sinistro - da trequartista, stazza da mediano, esperienza e personalità da vendere. Alla sua destra il "cingolato" ghanese Addae e da mezzo sinistro il nazionale under 19 Frattesi hanno assicurato filtro, chilometri ed inserimenti nella partita di martedì scorso. Potrebbero essere avvicendati dai più tecnici e geometrici Casarini e Cavion i quali sono maestri negli inserimenti sotto porta. Sembra aver perso smalto, dopo un inizio da titolare, il giovane talentuoso Zebli, così come Baldini che rimane pronto alla bisogna.

Trequartista: Ninkovic. Piedi sudamericani e carattere balcanico, il serbo si è adattato anche da seconda punta ma come trequartista riesce a dare il quid necessario a tutta la squadra. Salta l'uomo, assiste e conclude con naturalezza, possiede però forza e tenacia per rientrare, pressare e contrastare per tutti i 90 minuti. Viola se lo troverà addosso per tutta la gara, questo è assicurato, a meno che Bucchi non trovi soluzioni alternative.

Attacco. Due punte, in grado di far salire la squadra, iniziare il pressing e proporsi negli spazi. Anche qui c'è qualità e mestiere, Ardemagni - infortunato - e Ganz non hanno bisogno di presentazioni, per loro parla il curriculum. Meno conosciuti ma molto dinamici ed intraprendenti, il belga di colore Ngombo, Beretta e Rosseti. Il primo ha esordito nell'ultima gara, mostrando progressione ragguardevole e tecnica adeguata mentre Rosseti rappresenta quel profilo di attaccante sempre prossimo all'esplosione: gioca per la squadra, si propone, dribbla e tira, un pericolo costante per le difese avversarie. Beretta, invece, rappresenta il classico centravanti completo.

Per concludere, un Ascoli che in casa è una vera e propria corazzata, un solo gol subito fino ad ora. In trasferta qualche battuta a vuoto dovuta non ad inadeguatezza della rosa o scarsa personalità, bensì a tutta una serie di concomitanze negative e lenta metabolizzazione dei nuovi dettami tattici. Un brutto cliente, a cui non è mai agevole far saldare il conto.

(Nella foto tratta da VeraTv.it, l'esultanza dei giocatori dell'Ascoli dopo il gol decisivo di Cavion realizzato martedì contro il Verona)


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