• Tommaso Lombardi

Il doppio ex Clemente: «Strega e Perugia con stati d'animo opposti. Amo Benevento e i suoi tifos


È uno dei tanti doppi ex del match di sabato, forse il più amato, almeno in epoca recente, da entrambe le tifoserie per i ricordi indelebili che ha saputo lasciare: in vista della sfida tra Benevento e Perugia abbiamo contattato telefonicamente l'ex attaccante sia della Strega che dei grifoni Giampiero Clemente. In giallorosso, il "Pescatore di perle" siciliano ha messo a segno ben 72 reti in 4 anni e mezzo dal 2007 al 2011, conquistando una promozione dalla Serie C2 alla C1 prima di sfiorare la B in quella famosa finale playoff contro il Crotone (alla cui gara di ritorno non prese parte causa squalifica). Più breve, ma ugualmente intensa, la successiva esperienza biennale al Perugia, anch'esso trascinato a suon di gol prima dalla C2 alla C1 e poi ad una nuova finale playoff. Oggi Clemente vive nella sua Palermo e segue sempre con affetto le vicende del Benevento, che promette di andare a vedere dal vivo la settimana prossima quando la squadra di Bucchi sarà di scena al "Barbera". Questa la lunga intervista che ci ha concesso:

«Benevento e Perugia sono sicuramente le due piazze a cui sono rimasto più legato - esordisce così Clemente - sono stati anni intensi che mi hanno dato tanto, vissuti peraltro all'apice della mia carriera quindi anche nel pieno della maturità».

Stai seguendo le sorti delle due squadre in questo campionato di B?

Si, sono due squadre che arrivano col morale all'opposto, il Benevento non attraversa un buon momento mentre il Perugia viene da tre vittorie consecutive che l'hanno rimesso in carreggiata e arriva con entusiasmo. Ogni partita comunque è una storia a sé, vedremo cosa accadrà.

Che idea ti sei fatto del Benevento?

Ho seguito soprattutto la parte iniziale del campionato, vedendo anche in tv la partita con la Salernitana: l'impressione è stata quella di una squadra forte in ogni reparto e abbastanza possente da un punto di vista fisico, quindi con tutte le caratteristiche per raggiungere l'obiettivo che penso sia quello della Serie A. L'ultimo periodo è stato negativo ed è normale che quando vieni da un punto in tre partite il morale non sia alto, ma sono convinto che alla lunga il Benevento ne verrà fuori perché sia la squadra che la società sono di livello. È giusto crederci e sono convinto che possa fare bene.

E del Perugia invece cosa ci dici?

Il Perugia l'ho visto in prima persona quando ha giocato qui contro il Palermo e non mi era piaciuto, in quell'occasione era stato surclassato ma molto probabilmente fu solo una partita-no da parte di tutti. Nelle ultime settimane ha ritrovato entusiasmo e risultati e sicuramente cercherà di lottare per un posto nei playoff.

Chi dei quattro esterni offensivi del'attuale Benevento (Ricci, Improta, Insigne e Buonaiuto) potrebbe eventualmente fare il "Clemente", se c'è uno che ha almeno in parte le caratteristiche che avevi tu?

Intanto loro molto probabilmente sono superiori a Clemente perché giocano in B mentre Clemente non ci ha mai giocato... scherzi a parte, non è giusto fare paragoni ma io sono innamorato calcisticamente di Buonaiuto, perché è stato con noi in squadra quando era più piccolo e si vedeva già che aveva tutte le qualità per fare bene. Mi auguro che possa essere lui quello che regali qualche magia o giocata "alla Clemente".

La tua opinione su Bucchi, in queste settimane sulla graticola.

È normale, quando i risultati non arrivano e ci sono grosse pressioni per raggiungere un obiettivo. Personalmente non lo conosco, ne parlano tutti molto bene sia come persona che come allenatore quindi mi auguro che possa superare questo momento e che possa essere lui a guidare la squadra verso obiettivi importanti.

Hai seguito l'esperienza del Benevento in Serie A?

Assolutamente, è stata un'esperienza strana, ma pur nella retrocessione è stato un anno meraviglioso per la società e per la città: qualche anno fa, quando io giocavo nel Benevento e non riuscivamo a lasciare quella maledetta Serie C, solo pensare di poter essere un giorno in Serie A sarebbe stato da pazzi. Credo che se il Benevento nei prossimi anni avrà la possibilità di ritornarci, probabilmente non sarà sprovveduto come l'anno scorso: l'errore è stato quello di pensare di poter disputare un campionato di A con molti giocatori che venivano dalla B, mentre io penso che le categorie esistano per questo e che in Serie A occorrano giocatori di Serie A. Se non c'è l'esperienza giusta molto probabilmente poi paghi, come è accaduto al Benevento.

Tu chi avresti trattenuto a tutti i costi anche in B dei giocatori della passata stagione, in particolare di quei rinforzi arrivati a gennaio?

A parte Brignola che è stato una sorpresa, avrei tenuto Sandro: mi è piaciuto tantissimo perché rispecchiava l'anima del guerriero e vedevo in lui l'idea del tifoso del Benevento, quello che non molla mai e lotta su ogni pallone e mi sarebbe piaciuto rivederlo. Per caratteristiche, penso poi che Diabaté con la sua stazza in Serie B avrebbe potuto fare molto bene, ma oggi la cosa più giusta è comunque valutare ed esaltare gli attuali calciatori della rosa del Benevento.

Facciamo un ulteriore salto indietro nel tempo e arriviamo all'estate del 2011, quella del tuo addio al Benevento: tu pronunciasti una frase, "dispiace andare via da Benevento scortato", aggiungendo poi che il tempo sarebbe stato galantuomo. Sono passati 7 anni, il tempo cosa ha detto nel frattempo?

Il tempo è stato veramente galantuomo: in un contesto in cui la squadra aveva perso l'ennesimo playoff e quindi capivo l'amarezza del pubblico, la cosa che mi ha dato fastidio e che invece non riuscivo a capire era l'accanimento nei miei confronti. In quel periodo avevamo appena vissuto il caso Paoloni e le malelingue si sono divertite a fare di tutta l'erba un fascio, non credendo alla buona fede di molti di noi che veramente non sapevano nulla di quello che combinava questo ragazzo. Era un periodo nel quale eravamo sulla bocca di tutti e chiunque poteva svegliarsi la mattina e dire "Clemente si vende le partite...". Mi dispiacque molto per la tifoseria, in quella contestazione del giovedì (quattro giorni dopo la sconfitta nei playoff contro la Juve Stabia, ndr) non mi aspettavo di essere preso di mira perché, è vero che avevamo perso i playoff, ma io avevo segnato 14 gol e avevo sputato sangue per la mia maglia. Essere accostato alla situazione-Paoloni mi ha ferito in modo particolare, io queste cose non le ho mai fatte tant'è che oggi mi alzo la mattina per andare a lavorare, se avessi fatto tutt'altro probabilmente non avrei avuto bisogno di lavorare... Sono andato via a malincuore, pensavo di finire la mia carriera a Benevento e ho detto quella frase: mi sono sentito ferito da una situazione che non mi apparteneva. Il tempo è stato galantuomo perché in seguito furono indagati non so quanti calciatori ma il mio nome non è mai uscito, quindi probabilmente qualcuno sul mio conto si è sbagliato.

In seguito però sei tornato a Benevento nel 2014 come responsabile della scuola calcio giallorossa, ma la tua esperienza col settore giovanile è durata pochi mesi. È successo qualcosa nei rapporti personali con Vigorito?

Faccio una premessa, io da oltre un anno non ho rapporti con Vigorito né con nessuno della società. Ancora oggi non mi spiego cosa sia accaduto, diciamo che mi sono state fatte tante promesse che non sono state mantenute... Mi sono ritrovato ad aver lasciato il calcio a 36 anni e, dalle aspettative di una carriera dirigenziale all'interno del Benevento, mi sono ritrovato senza nulla in mano e sono tornato a casa mia, chiudendo ogni tipo di rapporto con la società giallorossa. In seguito non ho mai ricevuto una telefonata né sono stato invitato alla festa per la promozione in B, è da tempo che non torno in quello stadio... è stata una grossa delusione che mi ha ferito molto, mi sono sentito trattato come una carta straccia da buttare via. Amo Benevento, la città e i tifosi, che non mi hanno mai dimenticato. Ma dalla società mi sono sentito abbandonato...

Venerdì prossimo nella tua città ci sarà Palermo-Benevento: sarai allo stadio?

Farò di tutto per esserci, anzi sono talmente legato a Benevento e ai suoi tifosi che sto pensando di andare addirittura in curva in mezzo a loro... Tanti amici di Benevento già mi hanno scritto e mi verranno a trovare, li aspetto con tutto il cuore.

Cosa fa Clemente adesso?

Ho un negozio di abbigliamento a Palermo e gioco ancora a calcio: quest'anno sono nel Cefalù, in Promozione. A 40 anni, il segreto è la passione e il divertimento: ma forse anche il fatto di aver smesso troppo presto, quando avevo ancora qualcosa da dare...

In conclusione, un pronostico per Benevento-Perugia.

Mi metti in difficoltà perché le porto entrambe nel cuore, quindi faccio il diplomatico: spero che sia una bella partita e che vinca il migliore, e che possa essere un viatico affinché una delle due arrivi prima e l'altra nei playoff.


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