• Tommaso Lombardi

Bucchi verso Palermo: «Benevento, la strada è quella giusta. Dobbiamo avere equilibrio, compattezza


Nella sala stampa del "Vigorito", è tornato a parlare quest'oggi in conferenza l'allenatore del Benevento Cristian Bucchi. Alla vigilia della trasferta di Palermo, queste sono state le sue dichiarazioni:

«La vittoria contro il Perugia ci ha fatto approcciare al lavoro di questa settimana col sorriso e con l'entusiasmo. Ma non abbiamo fatto nulla, se non vincere una partita complicata. Da domenica mattina abbiamo già riversato le nostre attenzioni su questa gara, affrontiamo una squadra che è meritatamente prima, che ha un ottimo organico e che ha dimostrato di essere accreditata alla vittoria finale. Ci siamo concentrati con voglia e determinazione. Il discorso infortuni purtroppo ci perseguita: Improta aveva bruciato le tappe e fatto di tutto per esserci in un momento di difficoltà, così come Letizia ed Asencio. Durante la partita col Perugia ha preso una ginocchiata, a caldo è riuscito ad andare avanti ma quando poi si è fermato il fastidio è diventato notevole. Insigne invece durante l'amichevole dell'altro giorno contro l'under 17 ha preso un colpo al polpaccio, ha provato ieri ad allenarsi ma sente questo forte dolore e non sarà a disposizione. Abbiamo recuperato Maggio, purtroppo ieri ha avuto un altro piccolo problema, una distorsione, ma c'è. Abbiamo ancora un giorno per fare delle valutazioni, vediamo... Adesso abbiamo tante partite in poco tempo, avendo anche la Coppa Italia martedì. Speriamo di recuperare dei giocatori senza esporli a rischi. Speriamo di riavere presto Costa, Del Pinto, Nocerino, Insigne e Improta: questi 5 giocatori potrebbero "ballare" in questa settimana.

Esultanza? La settimana scorsa è stata particolare: durante la gara l'allenatore vive mille tensioni ma deve mantenere la lucidità e la razionalità, a fine partita è anche giusto sfogarsi, di solito lo faccio negli spogliatoi mentre sabato avevo il bisogno di scaricare anch'io un po' di adrenalina...

Approccio? Credo che non dobbiamo cambiare nulla, abbiamo ormai capito le caratteristiche di questo campionato: non ci sono squadre che giocano un calcio straordinario, perché si gioca con grande agonismo, senza pause ed è anche difficile riuscire a proporre con continuità un bel gioco. Bisogna essere a volte più pratici, meno belli, più essenziali e più compatti: è questa la strada che noi abbiamo cercato di intraprendere da un po' di tempo. Non come giustificazione, ma non sempre si riesce a fare quello che si vorrebbe, anche per le indisponibilità: se non abbiamo ricambi, dobbiamo adottare una tattica diversa perché poi non possiamo dare un cambio a chi ne avrebbe bisogno. Questo percorso ci è servito a conoscerci ancora di più e a capire questa categoria, che a differenza della Serie A è un campionato estremamente equilibrato e soprattutto dopo una retrocessione non è facile riallinearsi. Siamo una squadra allestita sicuramente per arrivare fino in fondo, ma non è facile vincere e non si vince prima ancora di giocare le partite, noi dobbiamo meritarle di vincere. Credo che la strada che da una quindicina di giorni abbiamo tracciato sia quella giusta, di equilibrio e compattezza. Questa partita può darci un'ulteriore risposta in questo senso».

Sulle scelte tattiche: «La polivalenza di molti giocatori ci permette di poter coprire il campo in maniera diversa, inizialmente è un 3-5-2 che a partita in corso può variare in un 4-3-3 o in un 4-4-2. Al di là dello schema di gioco, dobbiamo continuare ad avere la compattezza e la voglia di soffrire, e col Perugia questo aspetto mi è piaciuto: abbiamo sofferto ma consapevolmente, volevamo soffrire e l'avevamo preparata anche per questo, per ritrovarci nel soffrire insieme come forse non stavamo facendo da un po'. I ragazzi avevano voglia di scrollarsi tante scorie negative, chiaro che una vittoria non sistema tutto ma ha fatto emergere anche quello che loro hanno dentro, non solo le capacità tecniche ma anche le capacità umane. Nelle difficoltà si conoscono veramente i propri calciatori, queste settimane sono servite anche questo ed ho avuto una grande risposta in questo senso ma non è stata una novità, bensì una piacevole conferma.

Come si mette in difficoltà il Palermo? Noi siamo una squadra che fa sempre gol, in mille modi diversi: questa è la nostra qualità migliore e la nostra peculiarità. Ci manca ancora l'equilibrio nella fase difensiva, siamo alla ricerca di questo. Dobbiamo essere bravi a saper contenere di squadra, col lavoro di tutti. Il Palermo è una squadra con delle individualità forti. Trajkowski è sicuramente il giocatore che ha maggiore qualità, è un giocatore imprevedibile, ha un grande calcio, fà gol e assist. Loro cambiano molto il modo di giocare e si adattano all'avversario, hanno cambiato tanti moduli in partite diverse ma Trajkowski è stato sempre tra i protagonisti, giocando tra le linee o da finto esterno. È inutile sprecare un uomo in marcatura su di lui, dobbiamo essere bravi a contenere le qualità degli avversari di squadra. Abbiamo preparato la partita cercando di non snaturarci per preservare le nostre qualità».

Chiusura dedicata a Coda, che il trainer giallorosso aveva "sferzato" con la famosa dichiarazione di qualche tempo fa: «Nel suo miglioramento di mio c'è poco, io gli ho solo detto la verità. Ha realizzato 7 gol ma ne poteva fare minimo 10 per le altre occasioni avute. È un calciatore che ha bisogno di una fiducia incondizionata, che noi come staff e società gli abbiamo sempre riconosciuto. Deve sentirsi amato e coccolato ma allo stesso tempo non posso non dirgli la verità quando penso che ha delle potenzialità nettamente superiori a quello che ha fatto fino ad oggi, e in questo scorcio di campionato lo sta dimostrando. È un giocatore completo, quindi non si deve accontentare, deve dare di più. In questo lo vedo cresciuto ma è tutta roba sua, noi c'entriamo poco...»


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