• Mario Colalillo

Nel cannolo c'è anche lo Strega: a Palermo un punto... e mezzo


Per Gianni Brera lo 0-0 era l’esito di una partita perfetta. Per quanto una gara senza errori non esista, è pur vero che il Benevento ritorna da Palermo con un punto e mezzo. La prova coraggiosa ma intelligente, lo spirito di sacrificio in mezzo a un mare di infortuni estesosi in itinere, i nuovi equilibri tattici e – last but not least – la consistenza di un avversario primo in classifica accendono, nella notte siciliana, una luce di ottimismo sul percorso della Strega. Certo, ora sarà l’Hellas Verona a stabilire se sono mere sensazioni o se c’è stato un reale salto di qualità all’uscita da un periodo di burrasca superato in via definitiva con l’approdo sulla meravigliosa spiaggia di Mondello.

VENERDI’ AMARCORD - Il Benevento s’è ritrovato di fronte due giocatori i cui nomi rimarranno per sempre scolpiti nella storia del Sannio che vive di pallone. Tra i pali siciliani la sagoma di Brignoli, ovvero colui che ha griffato il primo punto in serie A su quel calcio d’angolo contro il Milan che ha fatto il giro del mondo. In avanti la chioma biondeggiante di Puscas che ha issato la Strega nell’olimpo del calcio in quella magica serata di giugno contro il Carpi. Non c’è però spazio per i sentimenti: dopo un mese trascorso a ondeggiare sull’altalena degli umori, l’undici di Bucchi ha bisogno di continuità e non è un caso che venga affrettato il recupero di capitan Maggio proprio per cercare sostanza sul terreno più insidioso della B. Il trainer di Grottammare conferma il 3-5-2, Stellone se la gioca con Trajkovski tra le linee.

EQUILIBRIO - Nella prima parte del match c’è spazio solo per la tattica. Il Benevento è prudente, il Palermo non si fida. Ci sono pochi lampi e questo favorisce più i giallorossi. Che, sul solito mancino di Viola da palla inattiva, sporcano d’inchiostro un taccuino immacolato per metà frazione con un’incornata di Coda che per poco non gela il Renzo Barbera. Hispanico, ovvero uno specialista quando c’è da sbloccare una partita, tenta il break andando in pressione su Bellusci che aveva appena murato una stoccata da fuori, ma scuote solo la parte sbagliata della rete. E il Palermo? Jajalo impugna righello e matita tratteggiando l’imbucata per il francobollato Nestorovski, impreciso d’un niente. I rosanero individuano di nuovo intraprendenza e autostima: Montipò deve snodarsi sul montante lontano per dirottare il violento rasoterra di Haas dalla sinistra. Pari nel conteggio delle occasioni, inevitabile segno X all’intervallo, se fosse un incontro di boxe sarebbe però il Benevento a invocare i punti.

MALEDIZIONE INFORTUNI - La Strega che deve inaugurare la ripresa perde subito Viola, sostituito al primo giro di lancette per noie fisiche. Una vera e propria emergenza se si considera un elenco di indisponibili già molto lungo e che viene rimpinguato dopo cinque minuti da Letizia che finisce in ospedale per un colpo al costato. Bucchi non può fare altro che mutare sistema di gioco e passare al 4-4-2 con i due nuovi entrati Ricci e Buonaiuto esterni di centrocampo. In mezzo c’è un tentativo dell’ex Puscas che, a voler essere buoni per questioni di riconoscenza, finisce nella casella dei tiri velleitari. Il Benevento non si spaventa ed è ancora su una traiettoria aerea per Coda (cross di Di Chiara che respira l’aria di casa) che Brignoli, pur senza essere costretto a intervenire, capisce di essere in pericolo. Il pipelet rosanero deve smanacciare all’altezza della traversa anche su un colpo di testa di Volta.

RISULTATO IN BILICO - Stellone si ricrede e si mette a specchio, intuendo che anche col nuovo assetto il Benevento argina la mezzapunta. Sia chiaro: la Strega non è certo venuta a speculare, ma solo a controllare e proporre: ci pensa Buonaiuto a rammentarlo con una sventola che saggia i riflessi di Brignoli. Il matchpoint ce l’ha però sui piedi Trajkovski su un calcio di rigore in movimento favorito da un buco della difesa ospite sul piatto di Nestorovski dalla destra. Il Benevento ora ha paura di perdere e finisce per indietreggiare: Falletti chiama alla parata Montipò, poi Jajalo guadagna solo un giro dalla lunetta. E’ però Brignoli a dover uscire a valanga su Ricci in pieno recupero a conferma di come nulla sia scontato. Sull’altro versante Nestorovski litiga ancora con i centimetri. Zero a zero, ma quante emozioni. Un cannolo senza canditi, ma con ricotta aromatizzata al liquore Strega.

IL TABELLINO DEL MATCH

PALERMO-BENEVENTO 0-0 PALERMO (4-3-1-2): Brignoli; Salvi (36’ st Rispoli), Bellusci, Rajkovic, Aleesami; Murawski (19’ st Falletti), Jajalo, Haas; Trajkovski; Nestorovski, Puscas (43’ st Moreo). A disp.: Pomini, Accardi Embalo, Ingegneri, Chochev, Fiordilino, Szyminski, Mazzotta, Pirrello. All.: Stellone BENEVENTO (3-5-2): Montipò; Volta, Billong, Di Chiara; Maggio, Bandinelli, Viola (2’ st Buonaiuto), Tello, Letizia (7’ st Ricci); Asencio, Coda. A disp.: Puggioni, Gori, Sparandeo, Antei, Gyamfi, Cuccurullo, Volpicelli, Filogamo. All.: Bucchi ARBITRO: Abbattista di Molfetta (assistenti Robilotta di Sala Consilina e Raspollini di Livorno, IV uomo Ayroldi di Molfetta). NOTE: Spettatori paganti 7714 di cui 2210 abbonati. Recuperi 0’ e 5’. Angoli 5-5, Ammoniti Jajalo, Rajkovic, Billong, Salvi e Maggio.


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