• Tommaso Lombardi

Bucchi: «Non siamo in crisi, questa squadra va supportata. Ci metto la faccia, sono io il responsabi


È tornato a parlare quest'oggi Cristian Bucchi, dopo le due sconfitte consecutive di Livorno e Cremona che hanno bruscamente frenato la corsa del Benevento e in vista di un nuovo, fondamentale impegno: domani al "Vigorito" arriva lo Spezia ma il tecnico giallorosso ha parlato soprattutto del momento della sua squadra nella consueta conferenza stampa della vigilia. 

Queste le sue principali dichiarazioni, partendo inevitabilmente dalle discusse parole del post Cremona:

«Quando ho detto che avevo rivisto la mia squadra mi riferivo solo all'atteggiamento: mentre a Livorno eravamo stati sbadati e disattenti, perdendo tutte le seconde palle, con la Cremonese abbiamo sbagliato solo i sei secondi finali. Per il resto abbiamo fatto una gara giusta dal punto di vista dell'attenzione. Non devo convincere nessuno ne devo discolparmi, quando le cose non vanno ci sono delle responsabilità ed è giusto che sia l'allenatore a metterci la faccia. Chiudiamo il capitolo Cremonese e pensiamo allo Spezia: domani affrontiamo una squadra forte, che ha grandi individualità, veloce e sbarazzina. Non hanno grandi pressioni e verranno qua per giocarsela. Abbiamo lavorato bene in settimana, mi aspetto di vedere una bella partita ed un ottimo Benevento, ritrovandoci dal punto di vista dei risultati ed anche della prestazione, che deve essere convincente: il Benevento può e deve fare il suo, che significa creare gioco, concedere poco e portare a casa i punti. Caldirola sta meglio, lo valuteremo meglio oggi e decideremo se schierarlo domani. Per quanto riguarda Tuia ha un risentimento muscolare che valuteremo nel post Spezia per capire se con l'Ascoli sarà disponibile, mentre Costa ha solo un affaticamento muscolare, non sarà della partita domani ma dalla ripresa degli allenamenti sarà già in gruppo».

Sulle scelte: 

«Per tre mesi avevamo trovato una buona continuità, ora l'abbiamo persa. E' normale che chi rimane fuori sia rammaricato, ma siamo a 10 giornate dalla fine e in questo momento più che mai non esiste il singolo, esiste la squadra. Sono 10 finali secche in cui dobbiamo essere bravi a portare avanti le nostre idee anche nei confronti delle caratteristiche degli avversari, quindi alcune scelte possono essere fatte anche in base a questo, ossia le qualità e i difetti della squadra avversaria, oltre al nostro lavoro settimanale e stato di forma».

Un Benevento che soffre le vertigini dell'alta classifica e ha forse un problema di personalità?

«Non credo sia un discorso di personalità. Capita di sbagliare 2-3 partite durante l'anno, lo dimostrano anche le altre squadre. Non è un momento di crisi, capisco che due sconfitte fanno sempre pensare che c'è qualcosa che non va, ma dobbiamo valutarle con serenità senza buttare al vento tutto. Noi dobbiamo avere equilibrio, è difficile averne durante i 90 minuti nei quali ci si esalta e ci si deprime, ma noi che siamo dentro dobbiamo essere equilibrati per forza e avere le idee chiare, capire di cosa possa avere bisogno la squadra e cercare di intervenire. A volte possiamo sbagliare però sempre con equilibrio. Andiamo avanti sereni, non siamo in crisi, siamo a tre punti dalla Serie A diretta, non mi sembra una cosa brutta. Perché dobbiamo essere depressi o preoccupati? Le due sconfitte e la partita brutta capita, noi abbiamo fatto un ciclo di dieci risultati utili consecutivi e poi due sconfitte, se queste due sconfitte fossero capitate in mezzo non ce ne saremmo accorti... Ci dispiace, ma quei 90 minuti spesso non rendono giustizia ai nostri tifosi, alla società e soprattutto ai calciatori. Io vi assicuro che, vedendoli lavorare tutti i giorni, non ho mai trovato un gruppo così. Molti di loro entrano in campo anche con infiltrazioni e antidolorifici senza dire mai nulla, non hanno mai anteposto nemmeno la loro salute alla squadra. Non si sono mai lamentati e si sono sempre sacrificati. Questi ragazzi vanno supportati, poi se le cose non vanno c'è qualcuno che ha delle responsabilità ed è l'allenatore. Li gestisco da otto mesi, se si sbaglia qualcosa ci metto la faccia perché sono io il responsabile. Noi abbiamo trovato il nostro percorso, ma non dobbiamo sbagliare l'atteggiamento come accaduto contro il Livorno, è quello che rimarco. Voglio vedere una squadra che non perde mai il coltello tra i denti e con la bava alla bocca, che poi nel combattimento e nell'agonismo tira fuori tutte le qualità che ha».

Sulle scelte per il centrocampo e la coesistenza, apparsa difficile a Cremona, tra Viola e Crisetig:

Non è che faccio giocare un giocatore per far contento qualcuno o in risposta a qualcosa... Nicolas ha giocato perché si è allenato bene e nelle ultime due partite il suo impatto era stato positivo. Per quanto riguarda le caratteristiche, come dicevo prima avevamo trovato un buon equilibrio: in un centrocampo a 3, con Crisetig che dà equilibrio e detta bene i tempi ma non può anche arrivare in area di rigore, la cosa fondamentale è che le due mezzali si inseriscano e accompagnino l'azione. Queste caratteristiche nella nostra squadra più di tutti ce le hanno Bandinelli e Buonaiuto, ed è il motivo per cui hanno spesso giocato loro. A Cremona, non avendo tanti spazi da attaccare perché in area c'erano tanti giocatori ho pensato di far giocare uno che con le qualità di Viola potesse tirare da fuori, saltare l'uomo ed invitare gli avversari ad uscire fuori. E' stata una scelta fatta per le qualità di Nicolas e per il tipo di partita. Tutti sono indispensabili, anche per pochi minuti. Le caratteristiche che sceglieremo saranno in base alle loro qualità e al tipo di partita che andremo a sviluppare. Viola e Crisetig non è che non possono giocare insieme, ma non possono farlo se la partita diventa molto agonistica, intensa e con spazi larghi. Se gli spazi sono stretti e la mettiamo sulla qualità, sicuramente possono coesistere».

Problema in zona gol? 

"Alcune valutazioni sono state fatte anche nell'ottica di questo, con l'impiego di alcuni giocatori che potessero accompagnare di più l'azione, raccordare di più ed inserirsi di più. La squadra va studiata continuamente, all'inizio prendevamo troppi gol e abbiamo trovato delle soluzioni, adesso il gol non viene con fluidità molte volte perché sbagliamo la scelta o il passaggio. Bisogna trovare delle soluzioni nuove, ci lavoriamo quotidianamente per migliorare».

(Foto: BeneventoCalcio.Club)

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