• Giuseppe Longo

QUOTIAMOCI | Al 'Vigorito' un antipasto di play-off. In avanti è sfida tra bomber


A CACCIA DI UN SOGNO. Ultima chiamata per il treno in partenza verso la promozione diretta domani sera allo stadio Vigorito. Il Benevento riceve un Palermo non più imperforabile ed ha il dovere di tentare l'impresa per provare a riagganciare quella seconda posizione che sembrava ormai irraggiungibile e che attualmente è occupata da un Lecce che ancora non ha scontato il turno di riposo. Non dovesse riuscire il colpaccio alle Streghe, nel Sannio nessuno ne farebbe un dramma, ma il rimpianto di non averci provato fino in fondo sarebbe più amaro del fallimento stesso.

Per questo, in attesa delle parole davanti ai microfoni di mister Bucchi, ci piace immaginare, senza peccare troppo di irrealismo, che il tecnico organizzerà un Benevento d'assalto come quello visto al Curi, anche al cospetto di una formazione di lignaggio superiore come quella rosanero.

SEGNO DEL MATCH. I bookmaker, dopo aver preso più di un palo a Perugia come preventivato nell'ultimo Quotiamoci, in cui ponevamo diversi interrogativi su alcune quote, sembrano aver cambiato finalmente idea sulla Strega, anche se, a nostro avviso, non sufficientemente.

Condivisibili le quote sul segno del match di domani, che stanno a descrivere una partita da doppia 1-2. Il pareggio, infatti, è quotato a 3,15 (prob. 29,8%), una cifra "altina" per una "X", che denota la scarsa probabilità che entrambe le formazioni provino a speculare rinunciando a rischiare il tutto per tutto. La vittoria dei giallorossi, d'altra parte, è fissata a quota 2,20 e probabile al 42,6%, mentre l'exploit dei siciliani a 3,40 (prob. 27,6%). Ma la probabilità di vittoria dei sanniti oltre il 40% non deve illudere, né lasciar credere che si tratterà di una partita semplice: tutt'altro.

Siamo costretti a sottolineare, ahinoi, che per una vittoria casalinga della Strega non si era mai vista una quota così alta (2,20) e una probabilità così bassa (42,6%) nell'arco dell'attuale campionato. Ci si era fermati al 2,10 (prob. 45%) di Benevento-Brescia, finita 1-1, oppure al 2,05 (prob. 46%) di Benevento-Spezia, conclusasi sul 2-3. Bastino tali cifre a soppesare in maniera consapevole l'impresa che i sanniti si troveranno ad affrontare, impresa che costituisce una sorta di assaggio di play-off con in palio la possibilità di evitare i play-off stessi, quelli veri.

UNDER / OVER 2.5. Sul fronte del numero di reti totali, gli allibratori forse stanno iniziando a misurare la portata di quella che nell'ultimo numero di Quotiamoci avevamo ribattezzato la "contro-svolta di Ascoli". In effetti, come accennato nell'analisi pre-Perugia, la differenza di modulo e di mentalità fra il Benevento della parte centrale di stagione e questo delle battute finali ha un impatto considerevole principalmente sull'under/over 2.5 e sulla distribuzione di reti segnate fra i giocatori: il Benevento "nuovo corso", infatti, che presenta alcune similitudini col 4-3-3 di inizio stagione, è una formazione disposta a rischiare molto, pronta sia a darne che a prenderne con una certa facilità. In altri termini si tratta di una squadra da over 2.5 marcato, l'opposto del compatto 3-5-2 di metà campionato che, anche per atteggiamento oltre che per modulo, si configurava come una formazione da under 2.5: esemplari, a riguardo, le famose 3 reti subìte in 10 incontri.

Lo stanno iniziando ad accettare, come dicevamo, anche le agenzie di betting, alle quali non erano bastati i finali di Ascoli e Carpi, ma è occorso anche il pirotecnico 2-4 di Perugia per cominciare a ribassare la quota dell'over 2.5, che passa da 2,10 a 1,95 (prob. 47,3%). Ciononostante, per coloro che fissano le quote in lavagna, resta favorito l'under 2.5, che sale dall'1,67 di Perugia a 1,75 (prob. 52,7%). Dal canto nostro apprezziamo lo sforzo dei bookmaker, ma non ci sembra ancora abbastanza. Ne sapremo di più dopo la conferenza dell'allenatore dei sanniti, ma la sensazione che, anche con questo avversario, l'over 2.5 debba quantomeno essere l'evento maggiormente favorito regna sovrana.

GOL / NO-GOL. Riguardo alla possibilità che entrambe le squadre riescano a segnare una marcatura, gli allibratori propendono per il sì col 54% delle probabilità (quota 1,70), rispetto al no-gol che viene pagato il doppio della posta e risponde al 46% di probabilità. È una conferma, anche questa, che si tratterà di un confronto aperto, in cui entrambe le compagini proveranno a dire la loro senza troppi indugi.

RISULTATI ESATTI. In testa alla lista dei risultati esatti troviamo l'1-1, a quota 6 (prob. 12,4%), e non poteva essere diversamente per un confronto in cui prevale il gol rispetto al no-gol. La seconda piazza è occupata dalla vittoria di misura per 1-0 dei padroni di casa, a quota 7,75 (prob. 9,6%). Al terzo posto il pareggio a porte inviolate a quota 9 (prob. 8,3%) e, quasi attaccata, la vittoria della Strega per 2-1 (quota 9,25; prob. 8%).

Al quinto posto incontriamo il primo score che arride ai siciliani, lo 0-1 a quota 10 (prob. 7,4%). Segue, a 11 (prob. 6,8%), il trionfo con una doppietta dei campani e, a 12 (prob. 6,2%), l'1-2 in favore dei rosanero. Chiude l'elenco dei punteggi statisticamente interessanti il pareggio per 2-2 a quota 13 (prob. 5,7%).

PROBABILI MARCATORI. Come già evidenziato nella sezione relativa all'under/over 2.5, il secondo aspetto del betting sul quale ha avuto un influsso non trascurabile la contro-svolta di Ascoli riguarda la distribuzione delle marcature. Da un Benevento molto Coda-dipendente, nella parte centrale di stagione, si è tornati alla "cooperativa del gol" di inizio torneo ed anche rispetto a questa variazione gli allibratori hanno iniziato a prendere le contromisure, ad esempio riducendo il distacco netto fra le quote di marcatura di Hispanico e quelle dei suoi comprimari.

Ovviamente in testa c'è sempre lui, Massimo Coda, prossimo a fissare il suo record stagionale di reti in Italia e ora più libero di svariare su tutto il fronte d'attacco grazie al supporto logistico di Samuel Armenteros. Un gol dell'attaccante cavese viene pagato 2 volte e mezzo la posta e i bookmaker hanno scelto una quota così bassa in sole 5 occasioni casalinghe finora (Ascoli, Crotone, Cittadella, Pescara, Carpi), finendo con l'essere smentiti dall'ex Salernitana soltanto nell'ultima di queste.

È preoccupante, invece, per i tifosi sanniti, rilevare una quota di marcatura di solo 2,75 (prob. 26,7%) per il leader del reparto offensivo ospite, il nazionale macedone Nestorovski. A riguardo possiamo segnalare che al Vigorito raramente dei centravanti avversari sono riusciti a far scendere questo valore al di sotto del muro del 3. Gli ultimi ad esserci riusciti rispondono ai nomi di Donnarumma, Torregrossa, Pazzini e Mancuso e tanto dovrebbe essere sufficiente a comprendere l'entità del pericolo.

Un discorso simile al precedente vale anche per l'ex giallorosso Puscas, quotato a 3,50 (prob. 22,2%), considerando che questo valore, in casa del Benevento, viene usualmente attribuito alla prima punta ospite, non a un suo collega di reparto.

Tornando ai campani, l'avvicinamento alla porta dei compagni di Coda, di cui si parlava a inizio paragrafo, si concretizza, per esempio, con il passaggio di Armenteros da 4 a 3,50 (prob. da 20% a 22,2%) e di Improta, ormai terzino a tutto campo con spiccate doti offensive, da 3,75 a 3,50 (prob. da 21,1% a 22,2%).

Incrementi di "velleità da bomber" anche per Viola, ormai affermato e confermato rigorista, che passa da quota 5 a 4 (prob. da 16,7% a 20%), esattamente come Ricci, quasi intoccabile nel suo nuovo ruolo di trequartista. Anche Buonaiuto, che è passato dall'impiego come interno di centrocampo con "licenza di inserirsi" a quello come secondo trequartista nel 4-3-2-1, vede, coerentemente, scendere la sua quota di marcatura da 4,5 a 4 (prob. da 18,2% a 20%).

Sempre a 4 (prob. 20%) si piazza anche la parte restante dell'artiglieria rosanero, costituita da Moreo e Trajkovski. Chiudono Bandinelli a 5,50 e Tello a 7,50.

I SOGNI SON DESIDERI. Una situazione inaspettata quella per Maggio e compagni, che fino a qualche gara fa hanno per qualche attimo persino potuto temere di mancare l'appuntamento coi play-off e che, invece, adesso si trovano a sperare in qualcosa di molto più consistente. Ma sperare non basta, bisogna lottare e saperlo fare con convinzione e, perché no, con la veemenza vista a Perugia. Questa volta, però, data la forza e la qualità dell'avversario, bisognerà farlo in maniera determinata, sì, ma meno incosciente del secondo tempo giocato in Umbria perché alcuni errori, e qualche orrore, commessi al Curi potrebbero costare molto più cari contro una truppa come quella di Stellone.

A dosare questa miscela di aggressività e attenzione sarà chiamato mister Bucchi, in una fase del campionato che di equilibrato avrà ben poco, per stessa ammissione del trainer marchigiano. Nessuno sostiene che sarà facile, come tutti i sogni che si vogliono realizzare. Ma chi guida un team sa che se il sogno è quello di più persone messe insieme e assurge a desiderio autentico dell'intero gruppo, i traguardi diventano meno irraggiungibili e i treni dell'ultimo minuto meno inafferrabili.

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