• Tommaso Lombardi

Bucchi avvisa il Verona: «Andiamo per giocarcela senza fare calcoli. Stiamo bene e siamo carichi». E


Dimenticare l'amara sconfitta subìta ad opera del Palermo e ripartire con rinnovato slancio verso il finale di stagione, a cominciare dalla delicata trasferta di Verona: è questo l'imperativo del Benevento, che nel giorno di Pasquetta cercherà al "Bentegodi" punti pesanti in chiave playoff.

Il tecnico giallorosso Cristian Bucchi, nella conferenza stampa pre gara, introduce così i principali temi del match contro gli scaligeri e analizza il momento della sua squadra:

«La sconfitta col Palermo a caldo ci ha lasciato rabbia, però ci ha dato tante certezze. Abbiamo trovato la strada giusta per questo finale di stagione, la squadra si sta esprimendo ad ottimi livelli, sia da un punto di vista psicofisico che di qualità del gioco. Dobbiamo continuare così, portando avanti quelle che sono le mie idee e che sono nelle corde di questa squadra. Non facciamo conti, io non mi guardo le spalle né guardo davanti, guardo la mia squadra e dico che per come stiamo adesso dobbiamo giocare ogni partita per vincere. Non voglio difendere la posizione, voglio fare punti attraverso il gioco e le prestazioni. Una squadra che si esprime come abbiamo fatto noi col Palermo, di partite in un anno ne perde poche e per sfortuna. E magari prima o poi arriverà anche quel pizzico di buona sorte che fino ad oggi non ci ha accompagnato. Noi dobbiamo continuare a lavorare e a divertirci, nelle ultime partite mi sono divertito a vedere la squadra giocare, vedo i ragazzi fiduciosi e belli carichi. La partita con il Palermo ci ha tolto una notte di sonno per la rabbia ma ci ha lasciato una settimana di lavoro di grande convinzione».

Sui singoli e la loro condizione: «Non ci sarà Asencio che è squalificato, Volpicelli è rientrato da questa settimana a lavorare in gruppo, mentre Tuia ha avuto un affaticamento e vediamo se può essere a disposizione o è meglio preservarlo, visto che la prossima partita è ravvicinata. In questo momento ci sono tanti giocatori che scalpitano e fanno scintille perché adesso arrivano quelle partite veramente belle da giocare, è bello che tutti abbiano voglia di partecipare e di dare il contributo. Spetta a me saperli scegliere, ma sono tutti carichi da un punto di vista fisico e mentale. La scelta è complicata e allo stesso tempo facile. Lo possiamo dire che ci giochiamo la Serie A, con grande serenità, energia ed entusiasmo. Anche i playoff sono una strada, se sarà quella la affronteremo con entusiasmo e grande ottimismo. In questo momento noi stiamo bene, la squadra è carica, gioca e si diverte: è l'energia che io voglio preservare in ottica playoff, mi interesserebbe poco arrivare terzo o quarto ma non arrivarci nelle migliori condizioni. Preoccupato per gli scontri diretti in vista dei playoff? No, anche perché ci sono gli episodi che pesano e spesso condizionano le partite, come accaduto domenica. Se noi andiamo a vedere i nostri scontri diretti vediamo che all'interno di queste partite di sicuro gli episodi non sono stati a nostro favore. Io confido che quei 3-4 punti che in queste partite non siamo riusciti a prendere, nelle dinamiche di un campionato possano poi tornarci. Gli episodi bisogna essere bravi a saperli cercare e ad indirizzarli dalla parte giusta».

Il suo parere sul Verona: «Il Verona è una di quelle squadre che insieme a noi, al Crotone, al Brescia, metto subito dietro al Palermo come organico. Sono forti e numericamente forse hanno la rosa più ampia della B. Hanno trovato delle difficoltà simili alle nostre, hanno cambiato tanto e sono partiti con le pressioni di dover vincere. Dovremo essere bravi ad essere più squadra e più forti di loro, la convinzione è di andare lì a giocarcela senza fare calcoli. Siamo il Benevento e adesso siamo tosti, andiamo a fare la nostra partita».

In conferenza, infine, si è toccato anche l'argomento riguardante il futuro del tecnico marchigiano:

«In estate con la società parlammo di un progetto tecnico, non condizionato però ad un contratto. Io vorrei essere scelto da questa società per il lavoro svolto in questa stagione, che ovviamente è da una parte legato alla classifica e dall'altra a quello che quotidianamente io e il mio staff facciamo. Io mi sento l'allenatore del Benevento per 10 anni, poi magari il primo luglio non sarò più qua ma questo va al di là. Progettualmente ho sempre ragionato da allenatore aziendalista, pensando al bene della squadra e cercando di formare un gruppo forte che possa esserlo negli anni, e portando avanti un percorso che ci permettesse di arrivare a fine stagione a giocarci l'obiettivo della Serie A, senza fucili o pistole puntate perché sappiamo com'è difficile la Serie B. Siamo perfettamente in linea. Poi non so cosa accadrà, ora inizia il periodo delle chiacchiere: io a Benevento sono felice, ho lavorato con serenità e condivisione, e le difficoltà che possono esserci state sono uno stimolo per me. Le critiche mi sono servite, in questo percorso tutti abbiamo fatto cose ottime ma anche degli errori. Credo sia inevitabile in una stagione lunga e in uno sport come il calcio con più variabili in assoluto».

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