• Tommaso Lombardi

Benevento, il consenso è unanime: all'Arechi superiorità evidente e un segnale al campionato


Un successo netto. Incontrovertibile. Di quelli da custodire e attaccare nell'album dei ricordi più belli. Vincere un derby, davanti a 18mila spettatori e in un modo così evidente, con una superiorità a tratti schiacciante, non è roba da poco: vero, la Strega si era imposta all'“Arechi” già nel campionato scorso, interrompendo quel tabù che durava da 43 anni, ma la vittoria di ieri sera ha tutto un altro sapore. 

Il Benevento ha avuto costantemente il pallino del gioco, ha imposto i suoi ritmi a centrocampo con un grande Viola e un Hetemaj già padrone della mediana, ha sbagliato pochissimo sul piano tecnico rimanendo sempre ordinato e compatto, ha impedito qualsiasi soluzione ad una Salernitana che viceversa ha faticato a costruire azioni e poi, dopo un'ora di predominio territoriale e qualche avvisaglia già lanciata nel primo tempo (leggasi le occasioni di Coda e Insigne), ha piazzato quell'uno-due micidiale con Viola e Sau nel giro di appena cinque minuti, chiudendo lì la pratica e gestendo un finale nel quale anzi sono stati più i giallorossi ad andare vicini al terzo gol che i granata a riaprire la gara. Insomma, una vera prova di forza e una vittoria legittima senza tema di smentita. 

Una vittoria adesso dalla quale trarre un'autostima infinita per il prosieguo della stagione e sulla quale costruire i successi futuri che dovranno portare il Benevento in alto. Perché, diciamocelo francamente e senza temere di cadere nella presunzione, la squadra vista ieri (e col Cittadella nel turno precedente) è una squadra che non può nascondersi e che deve seriamente provare a vincere questo campionato. E del resto il segnale lanciato al torneo cadetto è stato talmente chiaro che d'ora in poi tutti aspetteranno al varco gli Inzaghi boys

Il giorno dopo infatti, con ancora impresse negli occhi, nei cuori e nella mente le immagini del gruppo giallorosso - ieri in verità in azzurro, bisognerà pure abituarsi ma permetteteci di essere scettici su questa scelta cromatica - , con patron Vigorito in testa, festeggiare sotto il settore ospiti insieme agli oltre 1.500 tifosi al seguito, è tutto uno spellarsi le mani nell'applaudire la prestazione superba della squadra di SuperPippo

Per farsi un'idea, basta dare un rapido sguardo ai giornali di stamattina, dove il consenso è pressoché unanime e proviene anche (cosa che non sempre accade) dalle testate salernitane, oneste questa volta nel riconoscere la netta superiorità dell'avversario. Valgano per tutti i titoli de "La Città" e de "Le Cronache", che in prima pagina parlano entrambe semplicemente di un “Benevento troppo forte”: in fondo, è l'estrema sintesi del derby ed è quello che Gian Piero Ventura in primis ha ammesso con pacatezza nelle dichiarazioni del post gara. L'esperto "Mister Libidine" si è fatto incartare dal più giovane collega anche sul piano tattico e non è riuscito ad opporre le contromosse giuste, ma forse stavolta non ha molto da rimproverarsi: contro questo Benevento ieri sera, probabilmente, c'era ben poco da fare. 

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