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Inzaghi: «Pronti a tutto per finire la stagione. In Serie A vorremmo essere una mina vagante»

Ospite in collegamento con la trasmissione tv OttoGol, in onda su OttoChannel, Pippo Inzaghi questa sera è tornato a far sentire la propria voce affrontando nuovamente l'argomento dell'eventuale ripartenza dei campionati ma parlando anche del futuro che aspetta il suo Benevento.

Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate dall'allenatore giallorosso:

"Stare a casa da oltre due mesi è difficilissimo, mi sento come un leone in gabbia... Speriamo che il peggio sia ormai alle spalle e di poter rivedere la luce. Mi è mancato tutto in questo periodo, spero di rivedere presto il mio staff e i ragazzi.

Penso che il calcio abbia il diritto e il dovere di provare a tornare a giocare. Del resto la gente va in fabbrica, gli viene misurata la temperatura e se c'è un positivo non è che la fabbrica smette di lavorare...

Bisogna trovare la soluzione migliore perché abbiamo giocato 28 partite con tanti sacrifici da parte di tutti. Poi, come è stato già detto, nel calcio lavorano oltre 200mila persone che non sono certo tutti calciatori... C'è stato un momento in cui si è voluta mettere la gente contro il calcio e mi è sembrata una cosa assurda. Io dico "proviamoci", la ripartenza sarebbe un bel messaggio anche per il Paese. Se la gente ci vede giocare prenderà anche coraggio per mettersi alle spalle quello che di terribile c'è stato e tornare alla vita di tutti i giorni. Noi tutti abbiamo bisogno di tornare a lavorare per riprenderci la normalità.

Noi non abbiamo problemi e non vediamo l'ora di ricominciare, è quello che ci auspichiamo. Speriamo intanto di iniziare ad allenarci, i ragazzi mi scrivono e non ne possono più... Un atleta non può stare fermo tre mesi senza poter neanche correre su un prato. Noi siamo pronti a tutto per finire questa stagione. È la soluzione più logica, a giugno, luglio o agosto ma il campionato va finito. Poi penseremo al prossimo".

In proiezione futura, SuperPippo dimostra di avere le idee chiare ed in linea con la società:

"Sia io che il Benevento siamo stati in Serie A e abbiamo l'esperienza per sapere che è tutta un'altra storia, con giocatori forti che giocano nelle Nazionali e allenatori preparati. Ma qui abbiamo la fortuna di avere una grande società e un gruppo di uomini veri. È un ottima base di partenza. Sappiamo quello che dovremo fare, chiaro che questa situazione ci ha tolto qualcosa nei programmi che avevamo in questi mesi. Nella sosta di marzo avevano un appuntamento per fare un primo bilancio e capire i giocatori che ci potessero servire. È inutile nasconderci, abbiamo bisogno di giocatori forti in aggiunta ai nostri che hanno grandi valori. L'ho già detto, in A vorremmo essere una mina vagante che rompe le scatole a tutti, sapendo che per salvarci ci vorrà un grande lavoro.

Porto sempre l'esempio di Cristiano Ronaldo nel nostro spogliatoio, ho anche attaccato una sua frase in una riunione tecnica prima di una partita. Lui è il primo ad arrivare agli allenamenti e l'ultimo ad andare via nonostante tutto quello che ha vinto, è un esempio. Mi sarebbe piaciuto giocare con lui ma ho comunque avuto la fortuna di giocare con giocatori straordinari ai miei tempi".

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