Una partita surreale, nel nome e nel ricordo di Astori

12.03.2018

 

Si proceda pure signori! Si dia il via alla contesa! Fiorentina – Benevento si giocherà perché lo spettacolo deve comunque continuare! Giusto giocare? In realtà, proprio quello che si è visto in campo ieri ci fa tornare in mente le dichiarazioni che in settimana sia De Zerbi in chiave giallorossa che Pioli dal versante viola avevano affermato. Entrambi in effetti concordavano sul fatto che sarebbe stato più giusto e auspicabile non giocare questa partita, quantomeno non adesso. Troppo presto, troppo fresco il ricordo, ancora apertissima la ferita! Per la Fiorentina ovvio, ma non solo. La morte di un ragazzo di soli 31 anni, che oggi nella normalità delle cose sarebbe dovuto essere tranquillamente in campo con i suoi compagni a giocarsi la sua partita contro il Benevento e che invece il destino ha portato via così, apparentemente senza un perché, ha segnato tutti, senza differenze di tifo o di maglie, coinvolgendo emotivamente tutto il mondo del calcio. In un clima surreale quindi, e non poteva essere altrimenti, è andata in scena questa gara che si è trasformata in maniera ovvia e quasi naturale in una sofferenza fisica e psicologica nel nome e nel ricordo di Astori. Su quel che è stato e sul destino beffardo del povero Davide è stato praticamente già detto tutto o quasi, per quanto ci riguarda le modalità della morte in un atleta così giovane che si era sottoposto ad un controllo strumentale cardiaco appena due giorni prima, ci lasciano davvero perplessi e increduli. Ci sembra più giusto perciò fare anche nostro l’invito della stampa fiorentina di evitare giudizi e voti ai giocatori (ragazzi) impegnati in questa particolarissima gara. Concludiamo quindi con alcune piccole considerazioni a margine:

1) Il Benevento ha perso l’ennesima gara come tutte quelle in trasferta e nel solito modo, subendo gol su calcio da fermo…sbagliare è umano, perseverare però diventa diabolico!

2) I giocatori viola onorano la gara e la memoria del loro sfortunato compagno giocandosi la partita sin da subito segnando il gol decisivo nella prima frazione di gioco (proprio con Vitor Hugo, il giocatore che lo sostituiva in campo) per poi continuare dando tutto quello che può dare una squadra che si trova in quello stato emotivo. Al contrario, i giocatori giallorossi nel primo tempo omaggiano il loro collega praticamente non giocando, bloccati forse dall’atmosfera emozionante del Franchi e risvegliandosi in parte solo nella ripresa: viene in mente che forse sarebbe stato normale il contrario ma tant’è…in questi meandri e risvolti psicologici meglio non addentrarsi.

3) Un solo voto possiamo e vogliamo dare in questa occasione…un bel 10 pieno, e non può essere altrimenti, alle tifoserie e in generale a tutti coloro presenti al Franchi che sono stati artefici e testimoni della toccante e indimenticabile giornata di ieri vissuta nel nome di Davide Astori. Sicuramente rimarrà nella memoria di tutti anche la bellissima coreografia al minuto 13, numero di maglia di Astori, da parte della curva Fiesole, minuto in cui è stata fermata anche per un po’ la gara da parte dell’arbitro Pasqua.

4) Nel frattempo è andata via un’altra giornata di questo campionato portandosi via (anche per la prestazione della squadra) un altro pezzetto di speranza della tifoseria sannita di permanenza nella massima serie…ma la speranza non era l’ultima a morire?

 

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