Una Primadonna arbitro alla Scala del calcio

25.02.2018

 

Tanta rabbia e la convinzione di aver subito un’ingiustizia, questo è quello che porta a casa la Strega dalla trasferta di Milano. Perdere una gara, in effetti, con due gol di scarto, senza aver praticamente mai sofferto in fase difensiva e dopo aver anzi imposto il proprio gioco per larghi tratti della contesa nella “scala del calcio”, è sicuro motivo di orgoglio per una piccola realtà come il Benevento, che suscita però anche un enorme rammarico. Con un po’ di fortuna, maggiore scaltrezza e decisioni arbitrali un minimo oggettive si sarebbe infatti potuta portare a casa anche l’intera posta in palio. È evidente che senza i soliti errori difensivi sui calci da fermo e senza Pairetto di Nichelino che ha pensato bene, con risultati sin qui mediocri, di ripercorrere la carriera del padre, rendendosi protagonista ieri di una conduzione di gara assolutamente imbarazzante (sicuramente non all’altezza di un confronto di Serie A), staremmo qui a commentare tutt’altra gara, quasi certamente con i primi punti conquistati in trasferta dai giallorossi. Un ottimo Benevento infatti si era presentato alla prova del Meazza senza timore reverenziale al cospetto di una formazione blasonata come quella di Spalletti, che pur non attraversando un grande momento di forma è comunque una compagine che è stata al comando nella prima parte di questo campionato e punta decisamente ad uno dei primi quattro posti che permettono di partecipare alla prossima edizione della Champions. Inter che ha pur sempre in organico giocatori di livello che in qualsiasi momento della gara sono in grado di inventarsi la giocata decisiva. Questa volta sono stati due difensori come Skriniar e Ranocchia a condannare i Sanniti con due colpi di testa sulle solite amnesie difensive sui calci piazzati subiti. Situazioni che ripercorrendo mentalmente questo torneo hanno portato via una non certo esigua quantità di punti alla Strega. Prima di passare alle considerazioni sui singoli calciatori giallorossi ci permetterete però ancora un passaggio sulla conduzione arbitrale. Purtroppo sono troppi gli episodi che hanno condizionato negativamente la storia della gara per passare sotto silenzio: i più eclatanti sono stati i due rigori non concessi su Sandro e Cataldi con il secondo talmente evidente che solo non ricorrendo proprio al Var, come è puntualmente accaduto, si poteva riuscire a non concederlo. E poi una serie di interventi pericolosi ai danni dei giocatori di De Zerbi con uno in particolare spaccagamba di Gagliardini su Sandro che meritava il cartellino (probabilmente rosso) e che invece non è stato proprio sanzionato tra lo stupore generale. Per questa volta facciamo un’eccezione dando una valutazione anche al direttore di gara che non può che essere pessima (Pairetto: voto 3) e l’auspicio di non vedere più arbitrare questo patrocinato arbitro nella massima serie.

E veniamo ai calciatori in maglia giallorossa

 

Puggioni 6

Clamoroso a San Siro! il portiere della squadra ultima in classifica, contro la blasonata Inter, non solo non prende un’imbarcata di reti ma risulta praticamente inoperoso; nessuna responsabilità, al contrario della propria difesa, sui due gol di testa su calci da fermo (tallone di Achille della squadra di De Zerbi) per il resto normale amministrazione e tanta rabbia al triplice fischio.

Sagna 6

In campo questa volta per l’intero arco della gara, si disimpegna discretamente, segno che la forma fisica sta migliorando. Dalle sue parti si aggirava come uno squalo il rientrante Perisic, un brutto cliente da neutralizzare, ma il difensore francese con una partita attenta ha limitato lui e chiunque si presentasse sulla sua fascia di competenza. Difficilmente nel prosieguo lascerà la maglia da titolare.

Djimsiti 6,5

Una gara praticamente perfetta se non fosse per i gol presi che inevitabilmente, è inutile negarlo, coinvolgono tutti i difensori e a cui i Sanniti sembrano proprio non riuscire a porre rimedio. Per il resto dicevamo gara di buon livello anche in fase di impostazione.

Tosca 6,5

L’ex difensore di Steaua e Betis si disimpegna ottimamente in fase difensiva con tranquillità ed attenzione, contribuendo a limitare i pericoli per la porta di Puggioni. Anche lui però va in grossa difficoltà nella marcatura a zona quando si tratta di difendere sui calci da fermo. Già detto ma bisogna assolutamente porre rimedio.

Letizia 7 -

Se non fosse per la copertura in ritardo sul primo gol dell’Inter (ma come già sappiamo su quel fronte è un grosso problema per tutti) meriterebbe un bel 7 pieno. Gara di spessore dell’esterno napoletano che ha giocato senza minimamente risparmiarsi, spingendo frequentemente e dando così una grossa mano all’ottimo giro palla (almeno fino all’uno-due dell’Inter) orchestrato dai giallorossi. Peccato non abbia portato, anche per i motivi già esposti, punti in classifica.

Sandro 7

Indiscusso signore del centrocampo in quel di San Siro, gran giocatore che sicuramente farebbe molto comodo anche al centrocampo interista e che gli stessi giocatori nerazzurri hanno provato a neutralizzare dapprima tecnicamente e poi (non riuscendovi) fisicamente, questa volta purtroppo con maggiori fortune, grazie anche alla complicità di Pairetto come già detto, non a caso appena esce per infortunio il Benevento prende i due gol, mancando anche la sua copertura in fase aerea. Speriamo proprio che recuperi per l’importantissima gara contro il Verona.

dal 21′ s.t Del Pinto 6 -

Ha anche la sfortuna di entrare in luogo di Sandro nel momento in cui l’Inter sferra il colpo micidiale, evidenziando così ancor di più le differenze con il giocatore. Per il resto ci mette tutto quello che ha.

Viola 6 +

Viene cacciato per doppia ammonizione dall’arbitro (meglio sorvolare ancora) ma finché è stato in campo ha dato una grossa mano al centrocampo sannita pur non allineandosi ai livelli di Sandro, ma ugualmente disimpegnandosi egregiamente con alcune buone giocate nella distribuzione di palla e cambi di gioco. Salterà la prossima gara casalinga con l’Hellas.

Brignola 7 +

La consacrazione nel mitico stadio di Milano…meglio di così! Ormai una sicurezza per De Zerbi su cui fare affidamento, impegna a volte da solo l’intera retroguardia di Spalletti, mettendola spesso in difficoltà, difende bene la sfera uscendo da situazioni intricate, con un lancio illuminante mette Coda davanti Handanovic, mandando il Benevento ad un soffio dal vantaggio. Se cominciasse pure a segnare qualche gol in più…avanti così boy.

Djuricic 6 -

Non la sua migliore gara da quando è approdato nel Sannio, ha come attenuante il fatto di aver giocato non nel suo ruolo preferito, ciononostante non riesce a districarsi al meglio in alcune giocate, sbagliando la misura di alcuni passaggi che potevano trasformarsi in occasioni da gol. Viene sostituito ad inizio di ripresa. Speriamo salga di rendimento.

dal 1′ s.t. Cataldi 5,5

Vero è che in una perentoria percussione si procura un rigore grande come una casa che solo Pairetto e i suoi sospetti assistenti al Var non hanno visto, tuttavia ci si aspettava da lui molto di più sia in fase di contenimento, data anche l’inconsistenza degli attacchi interisti, che soprattutto in attacco dove aveva libertà dì fare il guastatore in area avversaria con inserimenti perentori che però (tranne nell’episodio di cui sopra) non ci sono stati. Sembra stia portando avanti il suo campionato in maglia giallorossa da eterno incompiuto.

Guilherme 6,5

Un calciatore dalla indiscussa ottima tecnica che mette al servizio della squadra. Mette in difficoltà le difese avversarie, come quella interista ieri, con continui movimenti che non danno punti di riferimento ai difensori avversari, deve acquistare più freddezza sottoporta per far fare quel salto di qualità all’attacco del Benevento.

Coda 6

Gioca da solo in mezzo ai difensori interisti, e il suo compito non è certo agevole, si propone con puntualità e intelligenza in alcune occasioni, ma sciupa due occasioni (soprattutto quella nella ripresa su suggerimento di Brignola) che potevano cambiare volto alla contesa. Li ha conservati per la gara contro il Verona?

dal 40 s.t Diabaté s.v.

Dopo le ottime cose fatte vedere domenica scorsa contro il Crotone meritava sicuramente qualche minuto in più. Entra con il Benevento in 10 e a gara ampiamente di fatto conclusa.

De Zerbi 6,5

Aveva preparato bene la gara, con un ottimo approccio della sua squadra soprattutto nel primo tempo, che per la verità è proseguito anche nella ripresa quando ha preferito rafforzare il centrocampo con l’inserimento di Cataldi in luogo di Djuricic. Poi però ci sono stati gli episodi già descritti che hanno portato all’ennesima sconfitta. Nel post partita il tecnico bresciano ha provato a spiegare del perché della scelta di marcare a zona sui calci da fermo, ma ormai gli episodi sono molti ed eccessivamente penalizzanti. Forse è arrivato il momento di cambiare qualcosa.

 

 

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