De Zerbi verso il Sassuolo: «Sette partite per la dignità. Futuro? Deciderò a fine stagione, ma la categoria non è un problema»

12.04.2018

 

Conferenza stampa di metà settimana oggi pomeriggio per Roberto De Zerbi, in vista della trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Queste le principali dichiarazioni del trainer giallorosso, partendo dalla partita che attende il Benevento domenica: “Non penso che col Sassuolo non avremo stimoli. Dobbiamo fare la partita per cercare di vincere, perché abbiamo raccolto tante volte meno di quello che potevamo; adesso mancano sette partite, affronteremo delle squadre forti, ma andiamo là per vincere. Dal punto di vista fisico è rientrato Parigini, mentre Costa e D’Alessandro hanno avuto dei problemi fisici e questa settimana non li ho messi dentro per scelta mia. Ma quello che è importante ora è gestire le forze perchè tre partite in sette giorni (Lazio, Verona e Juve) hanno detto che fisicamente un pò abbiamo pagato, e adesso saranno tre in sei giorni, quindi qualcosa dovremo cambiare anche per tenere tutti dentro a livello mentale, come dimostrato da Del Pinto contro il Verona. Tutti potranno giocare dall’inizio, sempre se lo meritano. Per me essere aziendalista significa mettere ogni volta la squadra migliore e cercare di giocare con orgoglio. Nessun tipo di scelta verrà fatta in funzione dell’anno prossimo, è presto e non siamo nelle condizioni di poter togliere qualcosa al campionato che stiamo facendo. In queste sette partite anzi dobbiamo continuare a far risaltare la dignità di una squadra, di una città e di una società che non voleva fare le brutte figure che in campo qualche volta abbiamo fatto, almeno come risultati”. Il discorso inevitabilmente poi è scivolato sul suo futuro: “Non voglio che parta il tormentone perchè non è giusto, soprattutto per come è nato il mio rapporto con il Benevento e con Benevento. Io qua sono arrivato sapendo che venivo in un ambiente che non mi apprezzava per i miei trascorsi, sono venuto con tanta voglia di farmi apprezzare e un po’ ci sono riuscito, soprattutto dal punto di vista umano. Sto bene qua, ho un rapporto umano splendido col Presidente e con tutto il Benevento Calcio. Oggi non è il momento di fare nessuna valutazione perchè per ripartire bisogna avere entusiasmo, e a distanza di sette partite non sappiamo nemmeno come finisce il campionato…non ho alzato ancora bandiera bianca. Con serenità poi si prenderà una decisione, da entrambe le parti perchè bisogna anche capire la società che idea ha. Il mio problema non è la categoria. Per ripartire bisogna avere forza, entusiasmo e tutte le componenti al posto giusto. Questa è stata la risposta che ho dato a Vigorito prima di firmare il contratto, quando lui già voleva farmi firmare un biennale. Tornassi indietro rifarei al 100% la scelta di venire a Benevento, perchè mi sento cresciuto tanto e ho conosciuto giocatori e dirigenti di alto livello dal punto di vista umano. Sulle scelte di mercato invece farei qualcosa in maniera diversa, cercherei di modificare delle scelte che abbiamo fatto sia io che la società, ma quello che è stato fatto assieme è stato fatto sempre in buona fede e con la coscienza pulita. Anzi, di società che investono così tanto e che ribaltano la squadra in maniera così netta si fa fatica a trovarne. In quel momento, a sei punti dalla salvezza, ci credevo e ci credevamo molto. Secondo me ci ha migliorato molto a livello generale la presenza di Pasquale Foggia che si è aggregato a fine gennaio, è un uomo di calcio e mi ha aiutato tanto in molte situazioni compresi gli ultimi giorni di mercato”. Infine una battuta sulla lotta salvezza che si è infiammata e che purtroppo non comprende il Benevento: “Questa cosa mi fa impazzire e mi toglie il sonno, io oggi la mia squadra non la cambierei con le quattro-cinque che ci precedono in classifica. Per me siamo superiori a queste in tutto, dal punto di vista fisico, tecnico e del gioco, ma siamo indietro e staccati nettamente di punti. Vi dico di più, se noi oggi avessimo una decina di punti in più giocheremmo anche in maniera diversa, ad esempio a Roma contro la Lazio dopo il quarto gol non avremmo avuto quella reazione negativa, è questa la cosa che fa più male”.

 

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