Al Vigorito festa a sorpresa per i 120 anni dell'Ascoli

03.11.2018

 

Come quelle feste a sorpresa in cui si fa finta di non sapere che c’è una ricorrenza e poi si attende in silenzio l’amico o il familiare appena torna a casa e accende la luce. Così il Benevento, dopo aver colpito con Coda, serve sul vassoio una torta bianconera e centoventi candeline da far spegnere all’Ascoli. Non mancano ovviamente i regali, due per la precisione, un’autorete dopo una sbandata e un'ulteriore disattenzione in apertura di ripresa. E' il secondo ko stagionale al Vigorito dopo quello contro il Foggia, gara con tratti analoghi non solo per la rimonta incassata (problema mentale quando si fa gol troppo presto?). 
CODA ROMPE IL GHIACCIO PER LA TERZA VOLTA – Eppure il percorso della Strega era apparso incurante della celebrazione avversaria con Bucchi che replica la mossa vista nel finale contro il Livorno, ovvero Nocerino play e Viola interno per sfuggire alle pressioni dell’altrui mezzapunta. Buonaiuto sferra il diagonale dalla sinistra, Perucchini appare un po’ sorpreso nella ribattuta che schizza proprio sui piedi di Coda. Hispanico ha già sbloccato le precedenti due uscite al Vigorito: tap in e vantaggio del Benevento. Tutto più semplice? Nemmeno per sogno. Anche se, almeno inizialmente, più che la reazione dell’Ascoli c’è un pasticcio della Strega su una palla avvelenata dalla destra sulla quale la difesa giallorossa si addormenta. Beretta prova ad aggredire il secondo palo, ma Volta nel tentativo di anticiparlo in scivolata spedisce alle spalle di Puggioni
FORTUITO MA LEGITTIMO - Pareggio casuale nell’esecuzione, ma non nello sviluppo. Già, perché il Benevento si scuote solo con un break di Tello, Viola nota l’inserimento di Coda, ma stavolta Perucchini è attento. E’ un fuoco di paglia, quello giallorosso. Perché l’Ascoli prova ad alzare la voce in ben tre circostanze. Sulla prima lo spaesato Volta rivive il fantasma Beretta (e non sarà un episodio isolato), si lascia rubare il tempo ma la traiettoria a girare di Ninkovic litiga con i centimetri. Poi è ancora il ‘quasi marcatore’ dell’Ascoli a svettare in area su una palla inattiva del fantasista serbo: cuoio a lato. Un ulteriore indizio si materializza a ridosso dell’intervallo: Ninkovic preme il grilletto su un cross di Laverone dalla trequarti destra, Puggioni si rifugia in angolo. Il Benevento continua però a esserci: Viola alza un pallone dal fondo, Coda per poco non fa doppietta. 
TREND CHIARO – Poi, però, l'undici di Bucchi resta con la testa negli spogliatoi. L’incipit stavolta è dell’Ascoli che colpisce con un rasoterra di Ninkovic dal limite dopo una rimessa affrettata di Puggioni e un pallone riconquistato con decisione dal Picchio. Un duro colpo all’autostima e alle sicurezze del Benevento, con il pubblico che se la prende con il portiere che rimedia brontolii e mugugni a ogni controllo successivo. Bucchi cambia modulo, butta dentro Asencio e Ricci per Nocerino e Insigne con relativo passaggio al 4-2-3-1 (o 4-2-4 se preferite). Non accade nulla di rilevante, se non un’inzuccata di Coda disinnescata da Perucchini e una rovesciata di Asencio utile più per flash dei fotografi che per cambiare risultato. Anche l’Ascoli varia sistema di gioco, arroccandosi in un 4-4-1-1 che mette i bianconeri al riparo da rischi. L’ultimo blitz è di Asencio su sventagliata di Viola da corner, ma Perucchini non deve neanche sporcarsi i guanti in un contesto tutt'altro che pericoloso per i marchigiani gestiscono l'incedere dei minuti con astuzia. L’Ascoli non soffre più di tanto, per il Benevento – fischiato dal popolo giallorosso - è un passo indietro oltre che il ritorno a un clima di sfiducia. 

 

IL TABELLINO

BENEVENTO-ASCOLI 1-2

Reti: 2' pt Coda, 19' pt aut. Volta, 2' st Ninkovic. 
Benevento (4-3-3): Puggioni; Gyamfi, Volta, Billong, Letizia; Nocerino (15’ st Ricci), Viola, Tello; Buonaiuto (25’ st Improta), Coda, Insigne (15’ st Asencio). A disp.: Montipò, Gori, Antei, Di Chiara, Maggio, Costa, Goddard, Bandinelli, Volpicelli, All. Bucchi.
Ascoli (4-3-1-2): Perucchini; Laverone, Brosco, Valentini, D'Elia; Addae, Troiano (31’ st Zebli), Frattesi (41’ st Padella); Ninkovic; Beretta, Ngombo  (17’ st Kupisz). A disp.: Lanni, Bacci, Scevola, De Santis, Quaranta, Casarini, Cavion, Kupisz, Parlati, Ganz. All. Vivarini.
Arbitro: Volpi di Arezzo (assistenti Borzomì di Torino e Cipressa di Lecce, IV uomo Fourneau di Roma 1)
Note: Spettatori 10440 di cui 8438 abbonati. Angoli 10-1. Recuperi 4’ e 6’.  Ammoniti Ngombo, Addae, Brosco, Tello, Perucchini.

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