Benevento, vittoria di Pirro o punto di svolta?

25.11.2018

 

Era importante vincere, e la vittoria è arrivata: ma il giorno dopo, cosa resta del sofferto successo ottenuto dal Benevento contro il Perugia

 

I tre punti, sicuramente, e una classifica che, nonostante il rendimento balbettante dell'ultimo periodo, vede la Strega ancora agganciata al treno di vertice, segno del grande equilibrio (vedi anche i risultati mai scontati delle altre partite) che da sempre caratterizza il torneo cadetto. E poi? Poco altro, almeno a fiutare l'aria che si respirava nei dintorni dello stadio "Vigorito" nei minuti successivi al fischio finale e in seguito a leggere i commenti e giudizi vari espressi perlopiù a mezzo social, vero termometro odierno del sentimento della piazza: il Benevento vince ma non convince, come si dice in questi casi, destano perplessità le scelte di Bucchi con l'ennesimo cambio di modulo e le scelte a gara in corso, molti giocatori ancora al di sotto dei rispettivi standard, l'ennesimo gol subito in maniera fin troppo arrendevole, con Verre bravissimo nella conclusione ma che ha avuto tutto il tempo di calibrare il suo destro (e diventano ora ben 19 le reti incassate in 12 partite...); di bel gioco nemmeno a parlarne e perdipiù un finale di partita confusionario in cui nemmeno la superiorità numerica in campo dopo l'espulsione di Falasco sembrava far pendere l'ago dalla bilancia dalla parte di un Benevento disordinato e con poche idee, prima della prodezza isolata di Bandinelli al 90'. 

 

Certo, poi si guardano le statistiche di gara e si legge di 25 tiri a 7 per i giallorossi (fonte: Lega B), pensando ad un match dominato: non è stato così, se si guarda anche alla pericolosità delle conclusioni perugine (due in particolare nella ripresa, il tiro a lato di Kingsley con Montipò in uscita disperata e il sinistro in diagonale di Melchiorri nel finale, col Benevento completamente sbilanciato in avanti alla ricerca del vantaggio) rispetto alle tante, innocue e velleitarie, tentate dagli uomini di Bucchi. A dimostrazione che le statistiche non sempre dicono tutto e che le partite vanno analizzate nel loro insieme. 

 

Bucchi, a fine gara, ha sfogato tutta la sua tensione in un'esultanza liberatoria e per lui inconsueta: il tecnico giallorosso sapeva benissimo di essere sulla graticola come non mai e le ultime due settimane, vissute peraltro in silenzio e in ritiro, devono essere state davvero difficili da affrontare. 

 

E allora, se questi tre punti siano stati, come dice il titolo, una semplice vittoria di Pirro o un qualcosa in più che magari possa rappresentare l'inizio di un nuovo percorso, ce lo dirà solo il calendario prossimo, mai come adesso unico giudice supremo: a partire dal difficile anticipo di venerdì a Palermo, in casa dell'attuale capolista, i quattro match pre-natalizi che attendono la Strega (contro i rosanero, appunto, poi il Verona al "Vigorito", l'insidiosa trasferta di Cosenza e il Crotone di nuovo tra le mura amiche) molto diranno sui problemi (che ci sono, ed è innegabile) e sulle prospettive future di questo Benevento. Da cui è lecito attendersi un vero salto di qualità. 

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