L'AVVERSARIO | Crotone come la Strega, chi scende dalla A non sempre ha una marcia in più

20.12.2018

 

Non è facile riazzerare tutto, ripulirsi dalle scorie negative che la retrocessione dalla Serie A inevitabilmente porta con sé e calarsi nella realtà di un campionato completamente diverso come la B, per giunta con l'etichetta appiccicata addosso fin dall'estate dai media e dai tifosi di "favorita" o peggio ancora "corazzata". Lo sta sperimentando sulla sua pelle il Benevento, se n'è già accorto il Verona (in crisi prima della boccata d'ossigeno presa con le ultime due vittorie), ma l'emblema di quanto sopra detto è principalmente il Crotone, prossimo avversario dei giallorossi domenica nell'ennesima notturna in programma al "Vigorito", per un nuovo capitolo di un'eterna sfida che forse stavolta appare in tono minore ma che è sempre molto sentita dalle due tifoserie. I "pitagorici" possono essere tranquillamente definiti come la vera grande delusione finora di questo torneo, stazionando infatti contrariamente ad ogni previsione al 15° posto della classifica, ovvero in piena zona play-out, con 13 punti conquistati dopo 15 partite: un ruolino di marcia assai deludente - frutto di appena 3 vittorie, 4 pareggi e già 8 sconfitte - che neppure il cambio in panchina, con Massimo Oddo subentrato dopo la nona giornata a Giovanni Stroppa, è riuscito per il momento a modificare (anzi, sotto il profilo dei risultati le cose sono addirittura peggiorate, con soli 2 punti raccolti negli ultimi 6 turni). Eppure in estate, salutato Zenga, la società rossoblu aveva confermato buona parte della rosa che in massima serie era andata vicina a salvarsi per il secondo anno consecutivo, lottando fino all'ultima giornata e totalizzando 35 punti: partiti tra i "big" di fatto solo Mandragora (rientrato alla casa madre Juventus) e Ceccherini (ceduto alla Fiorentina), sono rimasti i pezzi pregiati Barberis e Simy oltre ai vari Cordaz, Faraoni, Sampirisi, Martella, Rohden, Stoian, Nalini, Benali e Budimir, in un organico poi puntellato dal ritorno di Firenze, dal riscatto dal Milan del talento ancora inespresso di Zanellato, dall'acquisto dall'Atalanta di Molina e dall'arrivo in prestito di giovani prospetti come Marchizza, Curado e Spinelli, oltre a quello di Vaisanen (che al "Vigorito" sarà assente per squalifica). Oddo le sta provando tutte, avendo cambiato spesso modulo e uomini in queste sei partite della sua complicata gestione: difficile quindi immaginare come si disporrà la formazione calabrese domenica sul prato del "Vigorito", l'ex campione del mondo 2006 un po' come Bucchi vaga tra defezioni sicure o probabili, ed esigue certezze. Tentate, con poco successo, variazioni sul tema passando dal 3-5-2 al 5-3-2 o 3-4-3 non si esclude il ritorno all'antico 4-3-3, marchio di fabbrica dell'attuale tecnico. Per gli interpreti siamo in alto mare, davanti a Cordaz, con il recupero di Marchizza, l'altro centrale potrebbe essere l'adattato Sampirisi con Martella e Faraoni (quest'ultimo in realtà a rischio forfait) sulle due fasce. A centrocampo Rohden e Barberis a sorreggere Molina ed in avanti un all-in dal potenziale pauroso con il trio Simy, Budimir Spinelli. Attenzione, si tratta solo di un'ipotesi... 

 

(Foto: Gazzetta del Sud)

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