Calciomercato, via alle danze: per il Benevento occhi puntati sul centrocampo

03.01.2019

 

 

Scatta oggi ufficialmente la sessione invernale del calciomercato cosiddetto di "riparazione", finestra che inizialmente sarebbe dovuta terminare il 18 gennaio (ossia un giorno prima della ripresa dei tornei di A e B) ma che poi è stata prolungata fino alle ore 20 del 31 gennaio per uniformarsi ai principali campionati stranieri. In realtà, molti affari sono già entrati nel vivo da qualche giorno con le varie società pronte a cogliere eventuali opportunità ed intente a rimodellare, laddove necessario, i propri organici per affrontare la seconda metà di stagione: solo a partire da oggi però i contratti potranno essere depositati in Lega. Sede delle trattative sarà, anche per questa sessione, l'Hotel Meliá di Milano. 

 

Il Benevento

 

Il presidente Vigorito e il Ds Foggia, nell'ultima conferenza stampa dell'anno al termine del match contro il Brescia, sono stati chiari: niente fuochi d'artificio sul mercato, ma solo interventi mirati per puntellare una rosa comunque ampia e che proprio in queste settimane ha visto il recupero di pezzi importanti come Antei, Del Pinto e ormai anche Tuia che possono essere considerati dei veri e propri acquisti a disposizione di mister Bucchi in vista del girone di ritorno. È evidente però che il tecnico della Strega non si accontenterà e che qualcosa verrà fatto, soprattutto per cercare di colmare quelle lacune che sono emerse in questa prima metà di stagione. 

 

In tal senso il reparto che è apparso spesso più in difficoltà è stato il centrocampo: un settore adesso anche "povero" numericamente, dopo la rescissione di Nocerino e l'addio imminente dell'oggetto misterioso Bukata - che portano a 3 le caselle over disponibili, considerando anche quella lasciata libera in estate - in cui c'è da risolvere l'enigma Viola ma che comunque non potrà certo andare avanti per il resto della stagione con i soli Tello, Del Pinto, Bandinelli e con l'adattato Buonaiuto. Si cercano quindi almeno uno se non due centrocampisti: i nomi che circolano sono quelli del classe '95 Leonardo Capezzi (Empoli, ma di proprietà della Sampdoria) e del vecchio pallino di Bucchi Jacopo Dezi (mai impiegato a Parma anche a causa di una fastidiosa lombalgia che ne ha condizionato finora l'annata), mentre l'interesse per Luca Valzania dell'Atalanta, tornato d'attualità dopo essere stato già sondato l'estate scorsa dal club sannita, andrà probabilmente messo di nuovo da parte con il giovane classe '96 (fuori dai piani di Gasperini a Bergamo dove ha giocato una manciata di minuti in campionato) ormai vicinissimo al Frosinone. Più stagionato invece ma di assoluta affidabilità il profilo di Pasquale Schiattarella, 31enne mediano della Spal peraltro cresciuto nelle giovanili del Benevento senza però mai aver giocato con la prima squadra. Occhio poi agli esuberi da Crotone, dove si farà una mezza rivoluzione per rimediare al disastroso girone d'andata: i pezzi pregiati sono Barberis e Rohden, con quest'ultimo però destinato alla Serie A. 

 

Anche negli altri reparti si interverrà: il cambio di modulo, con l'ormai assodato passaggio al 3-5-2, impone per l'attacco l'acquisto di un'altra punta da alternare ed integrare a Coda ed Asencio, possibilmente con caratteristiche diverse. Ci sentiamo per questo di escludere l'arrivo di un giocatore come Trotta, profilo troppo simile per struttura e attitudine ai due attaccanti giallorossi. Lapadula è invece un nome di grido che esalta i tifosi, ma oltre alla concorrenza di squadre di A c'è anche da dire che le recenti esperienze di Maggio e Nocerino dovrebbero far diffidare la società di quei giocatori che non giocano con continuità da tempo, come è il caso dell'attaccante del Genoa. Così come è solo una suggestione dettata dall'affetto e dalla nostalgia il vociferato ritorno di Fabio Ceravolo nel Sannio, la "Belva" che è corteggiata da mezza Serie B ma che non è mai stata nei piani del club di via Santa Colomba. I nomi di Lapadula e Ceravolo sono utili però a tracciare l'identikit: se il Benevento deve prendere una punta, dovrà avere quel tipo di caratteristiche per garantire nuove opzioni d'attacco. 

 

La difesa infine, col recupero di Antei (uscito solo a scopo precauzionale col Brescia), quello imminente di Tuia e le prestazioni sempre più convincenti nel nuovo ruolo di Di Chiara desta meno preoccupazioni rispetto a qualche tempo fa, ma un puntello verrà messo anche in questo settore con l'acquisto di un giocatore di provata affidabilità ed integrità fisica. 

 

Dicevamo però della rosa ampia, che conta attualmente 28 elementi che la settimana prossima diventeranno 29 col previsto ritorno dagli Usa dopo un anno in prestito di Armenteros (ma l'attaccante svedese di origini cubane difficilmente resterà nel Sannio): necessario quindi, prima di procedere ad operazioni in entrata, lo sfoltimento dell'organico. Detto di Bukata ormai in partenza, si valutano le posizioni soprattutto di Puggioni, Costa e Viola, mentre i giovani Volpicelli (che Bucchi ha dimostrato di "non vedere") e Cuccurullo potrebbero essere girati in prestito in LegaPro. Il portiere genovese, chiuso da un Montipò sempre più in ascesa, è insoddisfatto e potrebbe chiedere di partire: difficile però trovare squadre disposte ad accollarsi anche solo parzialmente il suo più che lauto ingaggio, alla soglia dei 38 anni (li compirà il prossimo 17 gennaio). Quanto a Costa, oltre ad essere da tempo in rotta con l'ambiente, appare ormai anche fuori dai piani di Bucchi, col tecnico che gli ha concesso fiducia ad inizio stagione senza essere mai pienamente ripagato. Sulle sue tracce c'è il Foggia che deve sostituire l'infortunato Camporese ma anche in questo caso pesa l'ingaggio, eredità del contratto firmato due estati fa in Serie A. Infine c'è da risolvere la grana Viola, out dal 30 novembre per un infortunio che si è trascinato per più tempo del previsto e che ha causato illazioni e dicerie sui suoi presunti "mal di pancia": il regista calabrese è sicuramente sempre allettato dalle sirene provenienti dalla Serie A (le solite Chievo e Cagliari a cui si è aggiunto ora il Frosinone di Baroni) ma vale per lui come per tutti il discorso fatto più volte quest'estate, col Benevento che non ha certo bisogno di fare cassa e che darebbe il via libera solo di fronte ad offerte irrinunciabili. 

 

 

 

 

 

 

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