Bucchi: «Contento che il mercato sia finito, adesso ci aspettano 17 finali»

02.02.2019

 

 

 

Nella sala stampa del "Vigorito", alla vigilia del match di domani contro il Venezia, è intervenuto per la consueta conferenza pre-partita l'allenatore del Benevento Cristian Bucchi. Inevitabile però che, a due giorni dalla sua conclusione, a tenere banco sia stato ancora l'argomento calciomercato. 

 

E il tecnico giallorosso parte proprio da qui:

 

«Sono contento che sia finito il mercato, è una liberazione. Lavoriamo finalmente sul gruppo che porterà a termine il percorso iniziato quest'estate. Le operazioni in uscita erano impostate su giocatori che stavano trovando poco minutaggio e si sentivano un po' penalizzati, e in questa parentesi rientravano sia Costa che Billong. Costa ha avuto delle opportunità, non sono andate in porto ma non è che siamo dispiaciuti che sia rimasto. Fa parte del nostro organico ed è a disposizione, si è sempre allenato bene e quando sarà chiamato in causa farà la sua parte. Poi è un ragazzo positivo, anche verso il gruppo e questa è una cosa che io guardo molto. Per quanto riguarda Billong, ha preferito giocarsela da un'altra parte per avere più spazio. Lui ha giocato con continuità fino a un certo punto, poi abbiamo trovato un altro assetto con cui abbiamo fatto bene e dentro di sé adesso aveva la sensazione di trovare meno spazio nel girone di ritorno, quindi memore dell'esperienza dell'anno scorso in cui si era sentito un po' messo da parte mi ha chiesto il mio pensiero. Io gli ho detto che non ho preclusioni e l'ho dimostrato, perché in questa squadra hanno giocato tutti, ma è normale che non posso garantire il posso a nessuno. Lui ha avuto altre offerte che ha declinato, il Foggia lo ha fatto sentire importante e ha deciso in serenità. Ci siamo salutati con dispiacere ma gli auguriamo il meglio perché è comunque un giocatore del Benevento. I giovani? Sono partiti Filogamo e Sparandeo, era giusto dare loro la possibilità di avere minutaggio. Per Volpicelli purtroppo non ci sono state le condizioni giuste per farlo andare a giocare altrove, mentre su Goddard la situazione è diversa: come ho già detto lui ha grandi qualità tecniche ma stiamo facendo un lavoro supplementare affinché possa colmare delle lacune fisiche, e per questo è importante tenerlo qui con noi. Sono contento dei ragazzi che sono arrivati, perché sono arrivati tre giocatori che da un punto di vista delle motivazioni hanno tutti grande voglia di dimostrare, per motivi diversi. Armenteros ha vissuto qui una parentesi un po' particolare ed è stato fuori un anno, è tornato ed ha ripreso a lavorare con la squadra dopo un periodo di inattività abbastanza lungo e stiamo cercando di portarlo nelle migliori condizioni possibili. Crisetig ha trovato spazio nel Frosinone, è giovane ma ha già 80 presenze in Serie A, non ha fatto nessuna resistenza anzi davanti alla possibilità di venire a Benevento ha colto l'occasione, voglioso di giocare con continuità. Caldirola è un altro ragazzo interessantissimo, è uno dei talenti che avevamo in Italia che ha avuto una parentesi lunga in un club importante come il Werder Brema. Aveva voglia di rientrare in Italia e credo che sia per lui che per noi possa essere un'occasione».

 

Sul rientro di Viola e sulla sua eventuale coesistenza con Crisetig:

 

«Siamo contenti che Nicolas sia tornato a lavorare con la squadra. Si è allenato con noi e questo significa che il suo problema alla caviglia è stato superato, ora deve ritrovare la migliore condizione e lo farà allenandosi e giocando ma domani non potrà già essere utilizzato per 90 minuti. Lui e Crisetig possono assolutamente giocare insieme, sono due giocatori che hanno delle caratteristiche in comune ma sono anche diversi. Abbiamo tanti giocatori in mezzo al campo compatibili, alcuni più di sostanza, altri più di incursione ed altri ancora più di ordine e qualità: in base alle partite e in base ai momenti sceglieremo. Al riguardo però voglio precisare una cosa: adesso ci sono 17 finali, tutte diverse. Non so come giocheremo, ora abbiamo un organico completo con tante soluzioni, ma ciò che non non dobbiamo mai perdere è l'atteggiamento e la solidità, abbinati ovviamente alla continuità di prestazioni e di risultati».

 

Dopo la sosta, domani c'è il Venezia:

 

«Il problema è non farsi distrarre mentalmente dalla sosta. Il Venezia, come molte squadre in questo campionato, è camaleontico. Questo fa si che bisogna preparare più partite in una partita. È una squadra difficile da affrontare, viene da tre risultati utili, sa soffrire ed ha buone geometrie. È una di quelle 17 finali difficilissime, e diversa da tutte le altre. Dovremo esser bravi a fare le nostre cose nel miglior modo possibile, nell'essere aggressivi, nel muovere palla velocemente e nel trovare gli spazi, senza però farci prendere dalla foga».

 

Infine sul campionato e sul girone di ritorno:

 

Nel girone d'andata ci sono state tante sorprese ma solo sulla carta, perché poi per chi vive questo campionato e lo conosce è la normalità. Ora il campionato è ripartito con molte squadre che si sono attrezzate, il Padova ha fatto una rivoluzione ma in tante si sono mosse bene, prendendo dei giocatori giusti per aggiustare ed ultimare il proprio progetto tecnico. Sarà ancora più difficile per questo, può accadere di tutto in ogni singola partita e i risultati dell'ultima giornata lo dimostrano. Bisogna avere ancora di più attenzione al dettaglio e al particolare perché ora tutto fa veramente la differenza».

 

 

 

 

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