Bucchi verso Ascoli: «Cambio di modulo? Conta l'atteggiamento. Decideranno i primi venti minuti, gioca Del Pinto»

29.03.2019

 

Conferenza stampa di vigilia quest'oggi per Cristian Bucchi: il Benevento domani va ad Ascoli per la ripresa del campionato con l'obiettivo di doversi necessariamente rilanciare dopo le ultime tre sconfitte consecutive che ne hanno ridimensionato le ambizioni. Il tecnico giallorosso ne è consapevole ed è convinto che la sua squadra farà bene nel difficile impegno del "Del Duca":

 

«Domani sarà un Benevento carichissimo, contro un Ascoli che ha perso 7-0 e sarà voglioso di riscatto. Noi però abbiamo perso tre partite, siamo avvelenati e vogliamo riscattarci. In questi quindici giorni ho visto voglia di rivalsa, dobbiamo tornare ad essere quello che siamo stati per tanto tempo. Quello che dobbiamo rimettere in campo è l'atteggiamento giusto, voglio una squadra battagliera che approcci questa partita con grande agonismo, sapendo che loro partiranno forte e noi dovremo rispondere colpo su colpo. Cambio di modulo? Più che cambiare il modulo dobbiamo cambiare l'atteggiamento delle ultime partite, soprattutto negli episodi. In questo campionato abbiamo sofferto molto gli episodi: è accaduto a Foggia, all'andata con l'Ascoli, a La Spezia... Dobbiamo cambiare la nostra incapacità di reagire agli episodi negativi, che all'interno di una partita inevitabilmente accadono. Una squadra forte reagisce e noi in certi momenti non l'abbiamo fatto, è arrivato il momento di dimostrare che siamo una squadra forte che combatte anche gli episodi negativi con grande coraggio. Lasciamo perdere i moduli, pensiamo all'atteggiamento che è la cosa più importante. Domani non sceglierò i giocatori in base all'aspetto psicologico e ai nervi: mancano nove giornate, è il momento decisivo del campionato, se chi scende in campo non ha il giusto spirito da qui alla fine non giocherà più. La valutazione non la faccio pre, ma post. Chi mi deluderà da questo punto di vista non scenderà più in campo. Credo che la partita si deciderà soprattutto nei primi venti minuti, chi saprà dominare l'avversario sotto il profilo mentale, di forza e di agonismo darà l'impronta al match.

 

Poca qualità? Io credo che noi oggi abbiamo utilizzato poco alcuni uomini di qualità soprattutto in termini offensivi, vedi Viola che è stato fermo tre mesi, Armenteros che ha avuto un percorso più lungo di quello che pensavamo, Asencio che da gennaio non è mai riuscito a lavorare una settimana intera con la squadra per dei piccoli fastidi. Non è facile riuscire a rimettere dentro a campionato in corso o a proporre dei giocatori nuovi, cambiando quindi qualcosa, quando si sono trovati degli equilibri. Questa sosta ci è servita anche per ricondizionare dei giocatori che in questo sprint finale ci devono dare quello di cui abbiamo bisogno.

 

Per quanto riguarda i problemi del centrocampo e della difesa, le cose sono correlate. Quando abbiamo avuto la possibilità di utilizzare giocatori con continuità la difesa è stata la nostra arma vincente, poi tra squalifiche ed infortuni vari siamo stati costretti a rimescolare un po' tutto, e a ritrovare degli equilibri si fa più fatica. Lo stesso vale per il centrocampo, dove abbiamo provato a fare qualcosa di diverso: avevamo raggiunto una solidità difensiva su cui lavorare per dare soluzioni diverse a centrocampo e attacco e sbilanciarci anche un po' in più. Poi questa solidità è venuta meno. Nelle ultime tre partite abbiamo preso gol su calci piazzati, su contropiede al 95', su rigore e su due ripartenze: non abbiamo sofferto tantissimo ma la squadra non è stata solida come nelle altre occasioni. Dobbiamo ritrovare la condizione tecnica e fisica di alcuni giocatori, e la sosta ci è servita. Non avremo Volta ma abbiamo rimesso in buona condizione Antei e Tuia, recuperato Maggio, Gyamfi, Letizia, lo stesso Improta. Ritrovare una buona condizione era fondamentale perché avremo 9 partite in 43 giorni. C'è bisogno e spazio per tutti. Del Pinto? Domani gioca. Non era finito nel dimenticatoio, ma abbiamo una rosa di 30 giocatori e ci sono dei momenti in un campionato in cui bisogna fare delle scelte. Lorenzo per noi è fondamentale in campo e fuori, lo è stato sempre anche quando non ha giocato e gode di tutta la mia stima, professionale e umana».

 

C'è spazio anche per il capitolo rigori: «Dall'inizio dell'anno ci sono dei giocatori che battono i rigori, sono Coda, Viola, Insigne, Ricci. Coda aveva trovato una buona continuità, ne aveva segnati diversi e si era conquistato sul campo il merito di rigorista. Domani se ci fosse un rigore credo che per condizione mentale del momento sia più opportuno che lo tiri un altro. C'è corresponsabilità, il rigore non lo ha sbagliato Coda ma lo ha sbagliato il Benevento. Conta l'efficacia, non chi lo segna. Non bisogna cercare individualismi e pensare a se stessi, il gol ci serve per poter vincere la partita ed è l'unica cosa fondamentale».

 

Infine, una battuta sulle critiche: «So bene che a caldo dopo una partita c'è rammarico e le critiche sono maggiori, ma l'allenatore deve essere bravo ad incassare come Rocky Balboa... bisogna avere le spalle larghe, saper incassare ed accettare le critiche anche quando non le si reputano giuste. Questo è un percorso condiviso con il presidente, il direttore e la società iniziato l'estate scorsa dopo un percorso anomalo, perché questa società ha fatto molto velocemente il doppio salto dalla C alla A quasi senza rendersene conto, e altrettanto velocemente è tornata in B. Abbiamo cambiato tanto e siamo ripartiti daccapo, con tante pressioni dovute al fatto che si veniva dalla A. Ma io queste cose le sapevo, quindi accetto le critiche e le incasso. Ma so qual'è il percorso, e so che in questo percorso ci sono delle partite inspiegabilmente brutte. C'è grande dispiacere quando le cose non vanno ma c'è la serenità e la sicurezza che quello che stiamo facendo è qualcosa di estremamente positivo. Il presidente ha parlato di un progetto a lungo termine, noi speriamo di essere bravi ad accorciarlo, ma senza assilli».

 

 

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