Bucchi: «Cosenza avversario complicato, dobbiamo vincere per dare continuità»

25.04.2019

 

 

Il campionato di Serie B, in questa fase, non conosce un attimo di tregua e non consente rilassamenti. Vale soprattutto per il Benevento che, dopo la rotonda e prestigiosa vittoria ottenuta a Verona nel giorno di Pasquetta, è già alla vigilia di un nuovo, importante appuntamento: domani sera, nell'anticipo della 35^ giornata, al "Vigorito" arriva l'ostico Cosenza.

 

Dei principali temi della sfida ai silani ha parlato quest'oggi, nella conferenza stampa pre-gara, il tecnico giallorosso Cristian Bucchi. Queste le sue principali dichiarazioni:

 

«Sono queste le partite più complicate, ci saranno tante difficoltà. Troviamo un avversario che da una parte ha raggiunto il suo obiettivo, ossia la salvezza, e dall'altra ha tre partite per potersi giocare qualcosa di più e lo farà in maniera libera e serena, senza nulla da perdere. Inoltre è una squadra che gioca un buon calcio e cambia diversi moduli. Se non fosse partita male sarebbe già dentro a lottare per i playoff. Braglia ha dimostrato di essere uno dei migliori tecnici della Serie B, è una squadra che rispettiamo tantissimo e che ha le carte per crearci dei problemi. Il Cosenza ha un'ottima fase difensiva, fatta di grande compattezza, e dei giocatori come Embalo, Baez e Tutino velocissimi nelle ripartenze che possono creare pericoli ad una squadra come la nostra che vuole giocare all'attacco. Dobbiamo essere bravi a gestire la palla, a prevenire le loro ripartenze ed anche ad avere pazienza per trovare il pertugio e il momento giusto per sfondare. Sarà una bella partita che noi dobbiamo vincere a tutti i costi perché significherebbe dare continuità a quello che stiamo facendo, a livello di prestazioni e di risultati. Domani uno o due cambi in formazione? Può darsi... Non è una gara spartiacque, ma importantissima sì: spesso questo tipo di gare non le abbiamo ottimizzate, penso alla gara d'andata contro l'Ascoli, al ritorno con lo Spezia. Il Cosenza ci creerà problemi, ma se saremo quelli delle ultime partite la vinceremo, anche soffrendo. Questo è un campionato strano, abbiamo fatto una grandissima cosa a Verona e ora non dobbiamo buttare via nulla: questo ci dà la forza di poter puntare solo su noi stessi, da qui alla fine affrontiamo quattro avversari difficili e tutti diversi e dobbiamo cercare di vincerle tutte e quattro. E' il modo migliore per continuare il nostro percorso senza guardare nient'altro.

 

Gori è stato a riposo solo in via precauzionale, Costa e Asencio possono rientrare in gruppo già oggi mentre il solo Tuia è più indietro e sarà disponibile tra il Crotone e il Padova: Alessandro viene da un calvario di sei mesi e nella sua gestione vogliamo e dobbiamo essere sempre molto cauti.

 

Il fatto che i giocatori scalpitino è un bene, è positivo. Chi rimane fuori è dispiaciuto ma scalpita in maniera rispettosa. In questo momento c'è grande serenità e positività. Bene che tutti vogliano essere protagonisti, mettendo sempre da parte gli individualismi. Avrei firmato per arrivare così a questo punto della stagione, era quello che avrei desiderato: il nostro percorso è stato tortuoso, siamo partiti dopo una retrocessione con tanti cambi, bisognava conoscersi, capire le nuove idee e i giocatori. Ci voleva tempo, in mezzo sicuramente ci sono stati degli errori anche da parte mia e ci sono stati dei momenti di grande difficoltà dovuti all'indisponibilità di tanti giocatori. Tutto questo ha fatto sì che tante cose inevitabilmente siano state diluite e dilatate, ed anche la scelta di un modulo più conservativo è stata fatta anche per questo motivo, puntando su un pragmatismo che in quel momento era quello che ci serviva. Nel momento in cui abbiamo recuperato tutti, siamo tornati a fare quello che volevamo fare da sempre, cioè giocare all'attacco e farlo con qualità. E' quello che ci diverte, che piace di più alla gente, che ci dà la voglia di continuare a migliorare e l'entusiasmo giusto per questo sprint finale.

 

La coppia Armenteros-Coda? La presenza di Armenteros giova tanto a Massimo, perché Samuel è un attaccante dalle caratteristiche particolari e atipiche: è strutturato anche se non è altissimo, ha grande presenza fisica, ha i colpi, è un po' "selvaggio" nel suo essere e ogni tanto si assenta, ma va bene così, non bisogna per forza incastrare i giocatori in un sistema. Da lui ci aspettiamo anche i gol, è un giocatore estroso che ama il colpo e la bellezza della giocata ma deve essere più concreto. Peccato averlo avuto tardi, è stato un acquisto di gennaio che abbiamo avuto realmente ad aprile. Ma è inutile pensare a quello che è stato, guardiamo ad oggi. Stanno tutti bene, abbiamo una panchina importante fatta di giocatori che sono stati titolari e protagonisti per lunghi tratti di questo campionato, in ogni momento possono darci tanto.

 

L'entusiasmo della gente può contare tanto, io l'ho sempre detto fin dal nostro raduno la scorsa estate quando c'erano 2.500 persone ad accoglierci. L'altra faccia della medaglia è che inevitabilmente quando le cose non vanno, quella stessa passione diventa criticità e dispiacere, ma noi in primis siamo rimasti dispiaciuti per non aver dato gratificazione alla nostra società e ai nostri tifosi. Noi non abbiamo mai perso fiducia in noi stessi, abbiamo sempre capito le critiche della gente e abbiamo sempre lavorato per cercare di tramutarle in nuovo entusiasmo, in applausi ed arrivare tutti insieme a giocarci la Serie A: oggi lo possiamo dire con grande serenità, siamo dentro i playoff e dobbiamo giocarci la Serie A. Poi il come non importa: l'importante è che lo facciamo tutti insieme e giocando all'attacco, mandando il messaggio di voler vincere le partite. Poi la strada, se saranno playoff o promozione diretta, non importa, l'importante è che lo facciamo tutti insieme. Sarà questa la nostra vittoria.

 

Il gesto di Viola nel lasciare il rigore a Coda? Sono quelle cose che fanno piacere all'allenatore e al gruppo, Nicolas in quel gesto ha lasciato qualcosa di suo per il bene di un compagno e della squadra. E' lo spirito giusto per affrontare un finale di campionato nel quale non ci devono essere egoismi». 

 

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