Schiattarella dopo Kragl: centrocampo di qualità, ma per Inzaghi c'è un equilibrio da ricercare

30.07.2019

 

Da ieri è ufficiale: il centrocampo della Strega si è arricchito di un altro profilo di qualità, un calciatore che nelle ultime due stagioni ha giocato in massima serie con la Spal collezionando un buon numero di presenze con relativi assist e qualche gol. Il nome lo sapete tutti e risponde a quello di Pasquale Schiattarella da Mugnano di Napoli, uno dei pupilli all'epoca del buon "zio" Guido De Rosa, dirigente della cantera giallorossa di più di un decennio fa che insieme ai suoi collaboratori, uno tra tutti mister Luciano D'Agostino, riuscì a sfornare giocatori del calibro di Raffaele Palladino, Nello Cutolo e Alessandro Bruno giusto per citarne qualcuno, a cui si aggiunse qualche anno dopo ma solo per questioni

anagrafiche proprio il nostro Schiattarella, che da oggi ha firmato con il Benevento ed è già sbarcato per gli ultimi giorni di ritiro a Moena alla corte di mister Inzaghi. L'ex centrocampista spallino va così ad aggiungersi ai già noti acquisti di qualità messi a segno in modo chirurgico dal duo Vigorito-Foggia, ossia Oliver Kragl e Marco Sau -oltre all'esperto portiere Manfredini che avrà l'esplicita qualifica di vice Montipò -; a questi molto probabilmente potrebbero aggiungersi nuovi colpi di mercato da qui alla fine di agosto. Ed allora? Sembra proprio che tutto si stia incastrando al meglio per un nuovo probabile campionato di vertice. Molto bene allora, e potremmo indubbiamente già finirla qui. Ma che dite se invece aprissimo qualche piccolo spunto di analisi assolutamente senza intenti polemici ma solo per avventurarci in qualche riflessione tutti assieme? Ed allora, ad esempio, una prima considerazione potrebbe essere inerente al centrocampo, rallegrandoci e gioendo del fatto che in effetti sta per comporsi una zona nevralgica del campo di caratura e qualità eccelse con la presenza di calciatori del calibro di Viola, Kragl e appunto Schiattarella, considerando però contemporaneamente anche il fatto che nessuno dei tre ha come caratteristica principale quella di essere un fine interditore, o per dirla in gergo un fulmine di guerra; insomma un cosiddetto centrocampista "settepolmoni", e questo in un campionato complicato come quello cadetto che richiede, forse ancor più della Serie A, un buon equilibrio fra i reparti potrebbe rendere non così semplice ed organico far coesistere i nostri tre moschettieri sia pur dotati di un bagaglio tecnico senza dubbio elevato. A maggior ragione, probabilmente, in nome di quel 4-4-2 che Inzaghi sembra al momento preferire e che prevede anche la quasi sicura presenza di uno fra Insigne e Vokic, anch'essi giocatori non proprio a loro agio quando si tratta di fare interdizione. Insomma per dirla in modo più terra terra..."scusate ma in questo centrocampo chi corre e contrasta?". Questo alla luce di ulteriori due considerazioni. La prima è che Inzaghi fin dal suo arrivo ha detto di voler mettere in campo tanta qualità (a patto, aggiungerei, che il tutto non vada a discapito della quantità che pur è indispensabile come detto in questo complicato torneo); la seconda è che sarebbe un peccato dopo aver acquisito giocatori del genere che sono indubbiamente un lusso per la categoria non riuscire a trovare la giusta quadra per farli giocare contemporaneamente almeno per una larga parte del campionato. D'altro canto però siamo sicuri che il trainer piacentino ha già tutta l'esperienza e le capacità di trovare il giusto mix per far rendere al meglio i calciatori a sua disposizione. In effetti si ha la netta sensazione che questo possa essere l'anno del suo definitivo rilancio nel calcio che conta così da appaiarsi, ad esempio, quantomeno alle buone prestazioni del fratello Simone, tecnico della Lazio. Per concludere, come ultimo spunto di riflessione vi sottopongo quello che vi confesso essere il vero motivo che probabilmente mi ha spinto a scrivere queste considerazioni e che ci riporta in realtà al filo conduttore di quanto sin qui detto, e cioè la ricerca di qualcosa o di qualcuno che possa dare il giusto equilibrio a questa squadra. E se questo prospetto a prescindere dal modulo di gioco che adotterà mister Inzaghi invece di cercarlo altrove lo avessimo già in casa? Un giocatore che seppur giovanissimo sembra aver già suscitato le attenzioni del tecnico giallorosso e che ha dimostrato nelle amichevoli finora disputate nel precampionato di poter apportare velocità, forza fisica ed interdizione proprio a quel centrocampo che, come detto, può avere bisogno, date le caratteristiche tecniche di chi lo compone, del giusto equilibrio tra qualità e quantità. Allora, avete indovinato di chi si tratta? Si è proprio lui ad avere a mio avviso tutte le carte in regola per ritagliarsi un ruolo di primissimo piano in questa rosa, stiamo parlando del classe dicembre 2001 Siriki Sanogo che appare un giovane già pronto secondo molti, compreso chi vi scrive, ad avere un buon rendimento in questa categoria e potrebbe aver affiancato Tello e Del Pinto nella considerazione di mister Inzaghi. Se dello stesso avviso fosse anche l'allenatore (e la cosa sembra già potersi concretizzare) per il ragazzo a quel punto si aprirebbe davvero la possibilità di mettersi in buona evidenza cosi da poter dimostrare tutto il suo valore! Dai ragazzo dai... c'è un treno da non perdere!

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Copyright © 2018 Pianeta Strega - created by Alberto VALLETTA

Testata giornalistica - aut. Tribunale di Benevento numero 1/2018 del 21 febbraio 2018 | Direttore Responsabile: Mario COLALILLO.
Pianeta Strega è un portale di informazione sportiva sul Benevento Calcio - 
Disegno ufficiale del logo creato da Pierluigi MASTROBUONI.

redazionepianetastrega@gmail.com