Braglia all'ultima spiaggia: «Col Benevento con coraggio e personalità per portarci dietro la nostra gente»

08.02.2020

 

 

Per il Cosenza, terzultimo in classifica e reduce da quattro ko consecutivi, la sfida casalinga di domani sera contro la capolista Benevento può rappresentare l'ultima spiaggia, o quasi, di una stagione vissuta finora in perenne sofferenza. 

 

Lo sa bene il tecnico dei calabresi Piero Braglia, da qualche settimana non più così saldo sulla sua panchina che si è espresso con decisione e senza mezzi termini nella conferenza stampa della vigilia:

 

«All'andata perdemmo per un calcio d'angolo battuto furbescamente e velocemente da loro, con noi che nell'occasione abbiamo dormito. È stato un peccato perché avevamo fatto una buona gara. Domani dovremo fare una grande partita: se guardiamo la classifica non c'è storia, hanno più di 30 punti più di noi e hanno fatto un campionato stratosferico fino a questo momento. Ma noi se ci vogliamo salvare ce ne dobbiamo fregare, dobbiamo giocare con coraggio, personalità e cattiveria. Se facciamo questo sono convinto che possiamo rompere le scatole anche al Benevento... Poi basta commettere ingenuità e buttare via punti come fatto a Pescara. Dobbiamo fare una grande partita sotto l'aspetto dell'atteggiamento, al di là della prudenza e del rispetto verso di loro: sono una squadra forte, da quello che sento e che dicono anche loro non ci sottovaluta nessuno perché hanno tutti timore di venire a giocare qua, perciò sicuramente anche loro sotto questo aspetto faranno una grande partita. Noi dobbiamo essere più bravi, fare una grande partita per portarci dietro la nostra gente e cercare di cambiare le sorti di questo campionato. Il resto non conta niente».

 

Entrambe le squadre si presentano all'appuntamento del “San Vito-Marulla” con diverse assenze:

 

«Non so quanto potranno incidere le assenze per il Benevento. Rispetto all'undici titolare di domenica scorsa gli mancheranno Maggio e Kragl. Per quanto riguarda noi, le assenze non incideranno. Non vado a vedere queste cose, giocheranno altri ragazzi che stanno bene e che dovranno calarsi velocemente in questa realtà perché se ci vogliamo salvare noi non possiamo più aspettare né sbagliare niente. Sono 16 finali, la realtà è questa. Chi si cala meglio in questa realtà gioca, chi non lo fa non gioca. Secondo me dobbiamo fare minimo 25 punti se vogliamo stare tranquilli, perciò dobbiamo darci da fare, le chiacchiere stanno a zero. Anche io ho commesso errori, ora bisogna rimboccarsi le maniche, parlare di meno e pedalare. Questa è l'unica strada che ci può portare fuori dai guai. Machach? Ieri per la prima volta si è allenato con il gruppo, dovrebbe essere convocato».

 

In chiusura, Braglia riserva parole di elogio per il presidente giallorosso Oreste Vigorito:

 

«Vigorito è un grande presidente, ha speso tantissimo per portare questa squadra dove è adesso e l'ha portata anche in Serie A. Adesso da quello che vedo stanno anche programmando meglio il futuro, sicuramente avrà più esperienza. È uno che ha investito tanto, ma ha avuto le possibilità di poterlo fare. Poi dipende sempre dalle possibilità, non è che una persona per fare calcio si deve rovinare la vita... Ognuno fa quello che può fare con quello che ritiene giusto investire, sennò diventa un gioco al massacro. Io credo che i soldi aiutano a vincere, ma contano anche le idee e la programmazione, soprattutto in Serie B e C». 

 

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