Nella settimana dal 15 al 21 dicembre sono stati registrati circa 950mila nuovi casi
In Gran Bretagna lo chiamavano “flu-nami”, dalla combinazione delle parole “flu” (influenza) e “tsunami”.Quest'anno l'influenza K è particolarmente aggressiva a causa della combinazione tra la variante K e il virus H1N1, che ha provocato un gran numero di ospedali in Italia.La curva delle infezioni respiratorie, causate da diversi virus respiratori, tra cui l'influenza, continua a salire, con 950.000 nuovi casi registrati nella settimana dal 15 al 21 dicembre, secondo gli ultimi dati del rapporto RespiVirNet dell'Istituto superiore di sanità (Iss) sulla diagnosi delle infezioni respiratorie.
Ci sono tre caratteristiche distintive della variante K: esordio improvviso;Calore improvviso oltre 38 gradi;Presenza concomitante di almeno un sintomo respiratorio (dolore muscolare, dolore articolare e forte sensazione di affaticamento).
Sintomi speciali
Ma oltre alla febbre alta, pari a 38, 38 e mezzo, c'è un sintomo legato allo stomaco con nausea, vomito e diarrea.In generale, i sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea non rientrano nel quadro reale dell’influenza, che è la malattia respiratoria più comune.Tuttavia, possono verificarsi in alcuni pazienti, soprattutto nei bambini o in caso di infezione da virus.
Tuttavia, durante la stagione influenzale 2025-2026, alcuni medici italiani hanno segnalato un coinvolgimento gastrointestinale più frequente nei casi osservati.In un video pubblicato sui social, l'infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Infezioni del Policlinico San Martino di Genova, ha richiamato l'attenzione su questo aspetto, spiegando che: fase in cui aumenta il numero delle persone contagiate dall'influenza.
Quanto dura l'influenza e cosa fare
La durata dell'influenza stagionale può variare da persona a persona, ma nella maggior parte dei casi l'infezione è limitata.I sintomi di solito compaiono dopo un breve periodo di incubazione (circa 2 giorni) e sono inizialmente più gravi per poi diminuire gradualmente.Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la fase acuta dell’infezione si risolve solitamente entro una settimana, ma la tosse, la stanchezza e l’affaticamento possono persistere.
Il ritorno della febbre
Un elemento caratteristico di questa influenza è la comparsa del secondo picco febbrile: dopo una prima fase acuta, la febbre può diminuire temporaneamente per poi risalire dopo due o tre giorni.Gli esperti ci ricordano l’importanza di semplici precauzioni: lavarsi spesso le mani, ventilare gli ambienti e coprire bocca e naso quando si tossisce o si starnutisce, soprattutto durante feste e incontri sociali.
Quando verrà evidenziato
"I dati ci mostrano che ci stiamo avvicinando al picco nel numero di casi. Questo potrebbe arrivare nelle prossime settimane. Ci aspettiamo che i virus respiratori continuino a circolare durante questo periodo come previsto", ha commentato Anna Teresa Palamara, capo della Divisione Malattie Infettive della Stazione Spaziale Internazionale. Purtroppo, come segnalato quest’anno da alcune Regioni, all’aumento dei casi si è accompagnato anche un aumento degli accessi al pronto soccorso e dei ricoveri degli anziani”.
