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Lavoro, perché l’AI ridurrà l’accesso dei giovani: le previsioni

Lavoro, perché l’AI ridurrà l’accesso dei giovani: le previsioni

L’intelligenza artificiale, secondo il 77% delle aziende, rischia di incidere sulle posizioni entry-level, riducendo le opportunità per i giovani. Perché l’intelligenza artificiale ridurrà l’accesso all’animazione socioeducativa: previsioni Il 77% delle aziende afferma che l’intelligenza artificiale raggiungerà le posizioni entry-level, rischiando...

Lavoro perché lAI ridurrà laccesso dei giovani le previsioni

L’intelligenza artificiale, secondo il 77% delle aziende, rischia di incidere sulle posizioni entry-level, riducendo le opportunità per i giovani.

Perché l’intelligenza artificiale ridurrà l’accesso all’animazione socioeducativa: previsioni

Il 77% delle aziende afferma che l’intelligenza artificiale raggiungerà le posizioni entry-level, rischiando tagli di posti di lavoro per i giovani.

L’intelligenza artificiale solleva molti interrogativi su come cambierà il mondo del lavoro.Si teme che ciò possa portare a uno spostamento del lavoro con conseguenti tagli di posti di lavoro per alcuni ruoli.Le aziende italiane ritengono che l’intelligenza artificiale farà scomparire la metà dei posti di lavoro entry-level nel mondo del lavoro, ha rivelato l’ultima edizione del Randstad Workmonitor.

Intelligenza artificiale e riduzione delle quote per i giovani

L’indagine Randstad Workmonitor ha coinvolto 27.000 dipendenti provenienti da 35 Paesi del mondo, 750 dei quali per la prima volta su Italy.am, il numero 2026 prevedeva anche il punto di vista del datore di lavoro, sono state intervistate 1.225 aziende nel mondo e 35 nel nostro Paese.

Il dato più importante che emerge è che il 77% delle aziende in Italia ritiene che l’intelligenza artificiale eliminerà la metà dei posti di lavoro entry-level nei prossimi cinque anni, riducendo le opportunità di accesso e di apprendimento per i più giovani.

I risultati hanno anche mostrato una dualità di opinioni sulla trasformazione in corso. Sebbene l’innovazione tecnologica rappresenti un’opportunità strutturale per le imprese, resta una fonte di incertezza per una parte significativa della forza lavoro.

Quali giovani soffrono di più?

Tra i lavoratori la percezione del rischio è meno uniforme rispetto a quella delle imprese, con solo il 35% degli italiani che ritiene che vi sia un calo significativo del livello di ingresso, ma la preoccupazione cresce tra le generazioni più giovani.

Il 40% dei millennial teme che l’intelligenza artificiale possa ridurre il loro accesso al mercato del lavoro.

La preoccupazione più alta è stata riscontrata tra la Gen Z, con il 58% che pensa che il proprio lavoro potrebbe scomparire completamente nei prossimi cinque anni a causa dell’intelligenza artificiale, quasi il doppio della media nazionale.

Secondo le rilevazioni Randstad, il rischio è che l'automazione delle attività più ripetitive e standardizzate colpisca proprio quelle posizioni che ormai rappresentano la porta d'accesso al mondo del lavoro, complicando il passaggio dalla formazione al lavoro, riporta Il Sole 24 ore.

Utilizzo dell’intelligenza artificiale sul lavoro

Per quanto riguarda la conoscenza e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, il 70% dei dipendenti italiani si è dichiarato pronto a utilizzare le ultime tecnologie, e il 22% le aveva già utilizzate nelle interviste.Il 44% ha cercato di sviluppare autonomamente competenze di intelligenza artificiale e il 42% ha ricevuto opportunità di formazione direttamente in azienda.

Tuttavia, almeno un lavoratore su tre teme di non essere in grado di adattarsi all’impatto dell’intelligenza artificiale sul proprio lavoro.Il 29% ha aumentato l’uso dell’intelligenza artificiale nell’ultimo anno e il 19% afferma che oggi non può svolgere il proprio lavoro senza supporto;Questo è un segno che la tecnologia è già integrata nei processi lavorativi.

Intanto, il 51% delle aziende afferma che entro il 2026 investirà molto in nuove tecnologie per aumentare la produttività, e il 46% di loro ritiene che renderanno molte attività quotidiane più efficienti o automatizzate.

Già nei prossimi 12 mesi circa un terzo delle aziende prevede di ridurre l’occupazione dei laureati proprio a causa dell’aumento di produttività legato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.Inoltre, il 44% dei lavoratori ritiene che i benefici dell’intelligenza artificiale andranno a beneficio più delle aziende che delle persone.

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