Leggi l'intervista a Elio delle Storie Tese de Il Fatto Quotidiano.it che critica l'uso dell'autotune a Sanremo 2024, cita la sua partecipazione al festival e commenta il caso di Venezia.
Quando Elio-Stefano Belisari parla di "La Storia" Tese parte da La terra dei cachi, pezzo di Sanremo che tutti ricordiamo, e al Corriere della Sera racconta così: "Baudo ci manda almeno due anni di attore in attività, combina tutta una serie di parole incomprensibili" guardandomi più che mai.E di Baudo non ha dubbi: "Un grande attore. Il più ardito è stato quando ci ha regalato il Dopofestival nel 2008. Ci ha detto di fare quello che vogliamo, senza alcun potere o paura del passato."
Da Bauda e Vessicchi ("È stato l'ultimo grande direttore del Festival. Adesso se ne vanno tutti, basta fare un gesto con le mani"), al caso di Beatrice Venezi: "Sono stata con l'orchestra tutta la vita. È un mondo, classico, dove le doti della fortuna ci sono ancora.
Gli aneddoti sono tanti, ma Elio torna a parlare anche dell'ultimo festival e del successo di Olly, che critica per l'uso dell'autotune: "Serve per correggere le note sbagliate. Ma mi ricorda Ben Johnson e il doping a Seul, è esattamente la stessa cosa. A questo punto prenderemo venti persone a caso e le faremo cantare al festival".A proposito delle dichiarazioni, Elio è stato interpellato in un botta e risposta da Gue, dove il primo ha detto che "il 90% del genere è un incontro di cose altrui" e il secondo ha risposto che "deve stare zitto, di rap non sa niente": "Voglio contraddirmi, ma in questo momento di Stefano Belari vedo solo una cosa grossa", ha confermato Stefano Belari.
