Da Barclays a Santander, appuntamento domani secondo il programma
Da anni si dice che l'Unione Europea dovrebbe dotarsi di una propria alternativa ai colossi americani Visa e Mastercard, ma dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca la teoria deve diventare pratica.Un fantasma che sembra aver contagiato anche la Gran Bretagna.
Oggi la stragrande maggioranza delle carte di pagamento viene emessa da due colossi americani.Secondo Aurora Laluck, presidente della commissione per gli affari economici e monetari del Parlamento europeo, in uno scenario estremo la Casa Bianca potrebbe costringere queste aziende a disattivare le auto nel Vecchio Continente da un giorno all'altro (e lo ha già fatto).Le conseguenze saranno immediate: milioni di cittadini si troveranno ad affrontare documenti respinti scritti sui loro terminali, incapaci di completare anche le transazioni più banali.
Non si tratta di una situazione così inequivocabile: è successo in Russia dopo l'inizio della guerra e, lo scorso 21 agosto, cinque giudici del tribunale penale dell'Aja, tra cui Nicola Guillou, hanno scoperto che la sua firma era stata bloccata, affinché non solo potesse acquistarli, ma anche accedervi sui conti.Dopo aver consentito l’emissione di un mandato d’arresto internazionale contro Benjamin Netanyahu, è stato sancito da Trump, che impedirebbe a qualsiasi azienda statunitense di fornire qualsiasi servizio, come Visa e Mastercard.
E se l'Europa sta già sviluppando una soluzione con l'euro digitale, ora è il turno di Londra. Domani i vertici delle banche britanniche si riuniranno per gettare le basi di una soluzione Made in UK. Il tavolo, presieduto dall'ad di Barclays UK, Vim Maru, vedrà un gruppo di finanziatori della City sostenere i costi di una nuova società di pagamenti per garantire la resilienza dell'economia britannica in caso di blackout dei sistemi d'Oltreoceano. Secondo un rapporto dell'Autorità di regolamentazione dei sistemi di pagamento del Regno Unito, circa il 95% delle transazioni viene fatto utilizzando sistemi di pagamento di proprietà di Visa e Mastercard. Senza di loro, scrive il Guardian, "torneremmo agli anni '50", dipendenti esclusivamente dal contante.
Tuttavia, ci sono differenze significative tra i piani per l’euro digitale e i progetti in fase di sviluppo nel Regno Unito. Innanzitutto ci sono i mezzi: se a Francoforte la Bce guida gli investimenti, a Londra la gestione è completamente privata, con Santander, NatWest e Lloyds in prima linea. Qual è l’aspetto più interessante e forse più importante? Visa e Mastercard hanno collaborato a questa misura.
Entrambe le società siedono al tavolo dei finanziatori, infatti, affermando che il loro obiettivo è "dare ai consumatori e alle imprese l'accesso a pagamenti digitali nuovi e sicuri al massimo livello".Un metodo, forse, che non sarà escluso dal futuro che hanno contribuito a creare.
