Lo studio identifica il ruolo chiave del succinato nel collegare i benefici del digiuno intermittente al metabolismo, al cervello e al comportamento nell’obesità
Un team di scienziati ha scoperto che il succinato, un composto importante nel metabolismo energetico, può mediare gli effetti benefici del digiuno intermittente sul metabolismo, sul comportamento e sull’infiammazione del cervello, soprattutto nelle persone obese.Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Acta Physiologica ed è il risultato di una collaborazione internazionale tra la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, l'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, l'Università di Pisa, la Scuola Normale Superiore e l'Università della California, Irvine.
“Grazie a questo studio siamo stati in grado di sviluppare approcci nutrizionali o farmacologici volti a modulare il succinato per prevenire non solo il diabete e altre malattie cardiometaboliche, ma anche i disturbi dell'umore e il declino cognitivo legato all'obesità, fornendo così una protezione neurobiologica superiore alla semplice restrizione calorica”, spiega Paola Tognini, ricercatrice del Centro di Scienze della Salute della Scuola Sant'Anna e coordinatrice dello studio.
Fattori di rischio dell’obesità per deterioramento cognitivo e malattie neurodegenerative
L’obesità è un noto fattore di rischio per le malattie cardiometaboliche, tra cui il diabete di tipo 2 e l’ipertensione.L’obesità però non pesa solo sul piatto della bilancia: colpisce il cervello, aumentando il rischio di deterioramento cognitivo, malattie neurodegenerative e neuropsichiatriche.Il digiuno intermittente ha mostrato effetti positivi, ma i meccanismi attraverso i quali la dieta influisce sulla salute del cervello sono da tempo sconosciuti.
Benefici del digiuno intermittente
Il team ha utilizzato un modello sperimentale di obesità indotta da una dieta ricca di grassi, confrontandolo con gli effetti di una dieta quotidiana equilibrata e del digiuno intermittente (un regime alimentare specifico che alterna una dieta equilibrata con periodi di digiuno di 24 ore).
Importanti studi hanno dimostrato che il passaggio da una dieta ricca di grassi a una dieta equilibrata o al digiuno intermittente riduce il peso corporeo e il grasso e migliora il metabolismo del glucosio.
«Grazie a tecniche avanzate di metabolomica siamo riusciti a identificare nel succinato una molecola chiave che collega il metabolismo dell'organismo a quello del cervello», spiega Amalia Gastaldelli, direttrice di ricerca dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, responsabile del gruppo di ricerca sulle malattie metaboliche e analisi multiomogenee, che studia con Paceola To.
L'analisi dei metaboliti in vari tessuti e nel flusso sanguigno ha rivelato una firma metabolica specifica del digiuno intermittente caratterizzata da una diminuzione del metabolita succinato nel plasma e un aumento nel fegato e nel tessuto adiposo bruno.
"Sorprendentemente, l'uso del solo succinato riproduce gran parte degli effetti del digiuno intermittente, soprattutto cambiamenti comportamentali e riduzione dell'ansia; la molecola sembra essere il 'segreto' del digiuno intermittente", spiega Andrea Tognozzi, dottorando presso l'Università Clinica e Traslazionale di Medicina Clinica e del Lavoro della Scuola Normale Superiore (Bio@SNS) e primo autore dello studio.
Questi risultati indicano che la modulazione del succinato, in particolare l’aumento del fegato e del tessuto adiposo bruno, e la riduzione del flusso sanguigno, forniscono un nuovo legame biochimico tra i benefici del digiuno intermittente sul metabolismo, sul comportamento e sull’infiammazione cerebrale.
Suggerimento per lo studio:
Tognozzi A. et al., Modulazione del succinato come correlato biochimico dei cambiamenti metabolici e neurocomportamentali associati al digiuno intermittente nell'obesità, Acta Physiologica, 2026. DOI: 10.1111/apha.70143
